Alla nuova Fiera di Roma ‘Arti & mestieri Expo 2007’

Quattro giorni interamente dedicati all’artigianato e all’enogastronomia, con 400 operatori del settore e 100mila visitatori previsti. E’ ‘Arti & mestieri Expo 2007’, la mostra mercato dell’artigianato e dell’enogastronomia che si è svolta presso la nuova Fiera di Roma, fino al 16 dicembre. L’appuntamento, organizzato dalla nuova Fiera di Roma e giunto alla seconda edizione, porta nella Capitale le eccellenze della produzione artigianale ed enogastronomica delle regioni d’Italia e di altri paesi del Mediterraneo. I prodotti, divisi in quattro grandi aree tematiche, sono dislocati su una superficie espositiva di 20mila metri quadrati.

A dare il taglio del nastro della manifestazione il vicesindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia: “Qui c’è il frutto - ha dichiarato - dell’arte, che esce dalla testa e dalle mani degli artigiani. Se loro hanno successo, il nostro paese ha successo”. Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore alle Attività produttive della provincia di Roma, Bruno Manzi: “E’ fondamentale - ha detto - avere uno spazio in più dove gli artigiani possano confrontarsi. Agli artigiani - ha aggiunto - dobbiamo quella che è la nostra forza territoriale”.

Negli spazi della mostra, con entrata gratuita, è possibile trovare il meglio della produzione artigianale, ma anche sapori della tradizione di diversi territori e originali idee regalo per il Natale. All’appuntamento, infatti, sono presenti conciatori e vasai, orafi e ricamatori, che presenteranno i loro prodotti con una serie di dimostrazioni, in modo da aiutare i visitatori nella riscoperta degli antichi mestieri.

All’interno della manifestazione sono presenti anche diversi stand dove degustare i prodotti tipici delle diverse regioni. Per il Lazio, hanno aderito all’iniziativa 80 imprese artigiane, selezionate dalle Camere di commercio e operanti nel campo dell’enogastronomia, dell’oreficeria, dei servizi per la persona e per la casa. Tante le curiosità, come il primo ‘knit cafè’ di Roma, uno spazio dove ritrovarsi per fare la maglia ai ferri e ricamare. O come anche l’abito da sposa intitolato a ‘Cenerentola’, realizzato dallo stilista Alessandro Consiglio con mille metri di carta igienica, trattata fino a diventare un vero tessuto. Un intero padiglione della manifestazione sarà dedicato alla birra, con la tappa romana dell’’Italian Birra Festival’. A disposizione anche diversi percorsi di gioco per i bambini. Non poteva mancare, infine, in questo periodo, una sezione interamente dedicata ai presepi.

LIMONATE E OPPORTUNITA’ IMPIEGO

Alla nuova Fiera di Roma è arrivato anche il Lemonbar, un gigantesco chiosco-limone che rappresenta una nuova, simpatica, opportunità di lavoro per giovani e meno giovani. Il Lemonbar è un chiosco o meglio un’alternativa ai chioschi tradizionali di limonate e grattachecche che, dalla sua prima comparsa a Jesolo nel 1999, ha raccolto molte adesioni raggiungendo negli anni la quota di 60 affiliati in Italia e non solo (ne esiste qualcuno anche in Austria). Al suo interno hanno trovato lavoro, negli anni, moltissimi ragazzi, spesso neodiplomati, impegnati sia nella produzione vera e propria di bevande a base di agrumi, sia nella promozione dell’attività. Ma cos’è un Lemonbar? Un chiosco a forma di limone al cui interno si producono bevande, alcoliche e non, preparate esclusivamente con agrumi naturali: “In realtà - dice a LABITALIA Marco Lucchetta, inventore del Lemonbar - non amiamo essere accostati ai chioschi tradizionali. La loro è un’immagine vecchia, mentre il Lemonbar è qualcosa di alternativo, il cui punto di forza è l’impiego di ingredienti naturali come limoni e arance”.

Limoni e arance, ma non solo. Nel Lemonbar, infatti, è possibile trovare bevande originali alcoliche e non, a base di agrumi che vengono uniti ad altri tipi di frutti come fragole e cocco. Il valore aggiunto del Lemonbar è la preparazione artigianale di limonate e cocktail senza l’uso di sciroppi o sostanze non naturali. I 60 affiliati a Lemonbar (nel 2008 saranno almeno 100) hanno portato finora la loro attività prevalentemente sulle spiagge della costa italiana: “Ovunque ci sia un evento che richiama molta gente, cerchiamo di non far mancare la nostra presenza, sponsorizzando manifestazioni di ogni tipo”, spiega Lucchetta. “Sulle spiagge - continua - ma anche sulle piste da sci, in cui serviamo bevande calde a base di limoni e arance. Presto arriveremo addirittura nei centri commerciali con una struttura fissa, senza ruote”.

Per quanto riguarda il target a cui fa riferimento il ‘chiosco alternativo’, è costituito soprattutto da giovani. La maggioranza delle persone che decidono di affiliarsi, infatti, ha un’età che si aggira intorno ai 19 anni. Si tratta, dunque, di ragazzi che hanno appena conseguito il diploma e che vogliono tentare la carta del franchising per avviare un’attività lavorativa particolare ed estremamente dinamica. Ma ci sono anche affiliati che hanno un’età compresa dai 35 ai 45 anni, come ricorda Lucchetta: “L’importante non è tanto l’età, ma l’entusiasmo e la voglia di crescere con questo lavoro. Serve un grande spirito d’iniziativa e tanta passione per gestire un bar con le ruote”.

Lemonbar è, dal 2003, un franchising. Per aprirne uno, serve un piccolo investimento di 5.000 euro, più un affitto triennale del grande ‘limone-struttura’, che ammonta a 10.000 euro complessivi. La promozione dell’attività dipende esclusivamente dal gestore, che può portare il suo ‘limone’ a qualsiasi manifestazione e coinvolgere magari ragazzi e ragazze per lo svolgimento dell’attività. Per il momento, la fornitura di limoni, arance, bevande alcoliche è indipendente dalla società Lemonbar S.r.l., vale a dire che ogni gestore deve procurarsi da sé i materiali indispensabili all’attività, ma “presto - annuncia Lucchetta - provvederemo alla fornitura di tutto l’indispensabile, compresi limoni e arance che sono gli ingredienti principali dei nostri cocktail”.


14/12/2007
 
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