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Spedizionieri e marittimi in rotta verso pensione complementare
“L’attivita’ e le prospettive previdenziali del Fondo nazionale di previdenza per i lavoratori delle imprese di spedizione, corrieri e delle agenzie marittime raccomandatarie e mediatori marittimi (Fasc), nei prossimi anni, saranno sempre più intrecciate con quelle della previdenza complementare”. Lo sostiene il presidente del Fondo, Maurizio Dal Santo. “Il ‘Fasc’ - spiega a LABITALIA - è cambiato a fronte delle novità introdotte dalla legge 252/1005 sulla previdenza complementare, diventando una fonte istitutiva, assieme alle parti sociali, del fondo pensione di categoria ‘Previlog’ (Fondo nazionale di previdenza complementare per i lavoratori della logistica) che, autorizzato alla raccolta contributiva dalla Covip (Commissione vigilanza fondi pensione), ha da poco raggiunto la soglia delle 7.000 adesioni”.
“Il ‘Fasc’ - ricorda Dal Santo - è il service amministrativo del neo-fondo pensione di categoria. Gli iscritti attivi al Fondo che presiedo, ovvero in costanza di versamenti contributivi, sono 38.349 su un totale di circa 43.000. Tecnicamente viene aperta, a favore del personale impiegatizio, una posizione individuale, sulla quale vengono accreditati mensilmente i contributi pari al 5% dell’imponibile previdenziale, formati per il 2,5% da trattenuta obbligatoria in busta paga e per il 2,5% da un contributo a carico dell’azienda aggiuntivo a qualsivoglia altra contribuzione e che nulla ha a che vedere con il Tfr, che rimane interamente presso il datore di lavoro e che viene dallo stesso autonomamente gestito”.
EROGAZIONI COLLEGATE A INTERA VITA PROFESSIONALE
“I conti individuali erogati dal Fondo nazionale di previdenza per i lavoratori delle imprese di spedizione, corrieri e delle agenzie marittime raccomandatarie e mediatori marittimi - precisa il presidente Dal Santo - sono svincolati dalla retribuzione e rispondono alla funzione essenzialmente previdenziale di garantire il lavoratore in determinate eventualita’. Tale funzione ha avuto il suo implicito riconoscimento di validità’ a seguito della conversione in legge del disegno di legge 44/85 con cui vengono esclusi dalla base imponibile i contributi versati al Fondo. Le erogazioni, inoltre, hanno natura previdenziale, diversa dall’istituto del Tfr proprio perchè non sono collegate al singolo rapporto di lavoro, ma tengono conto dell’intera vita lavorativa”.
Ma come nasce il ‘Fasc’? “La contribuzione al Fondo nazionale di previdenza - ricorda Maurizio Dal Santo - trae origine da due contratti collettivi: quello per gli impiegati delle imprese esercenti attività di spedizione, spedizionieri doganali, spedizionieri transitari e corrieri e quello per gli impiegati dipendenti da imprese esercenti il trasporti camionistico di cose a mezzo autocarri e trattrici. Dal 1994 il Fondo, diventato Fondazione, continua a sussistere come persona giuridica privata senza scopo di lucro, e rimanendo titolare di tutti i rapporti attivi e passivi del corrispondente ente previdenziale e del rispettivo patrimonio e conservando il suo carattere di obbligatorietà”.
19/12/2007
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