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Il curriculum? Meglio se è multimediale
Basta avere una webcam e un microfono o più semplicemente un videofonino ed è fatta: per trovare lavoro, ora arriva il videocurriculum, la modalità interattiva che comincia a spopolare anche sul web, dove circolano già migliaia di filmati nostrani, dagli stili più diversi. C’è, infatti, chi sceglie la modalità seria per presentarsi a un ipotetico datore di lavoro, chi, invece, la butta sul ridere, chi addirittura si fa intervistare, come nei Tg. Di sicuro, ora, per farsi conoscere, c’è uno strumento in più che, alla noia della lettura di curriculum cartacei, sostituisce la possibilità (e la curiosità) di vedere in faccia il candidato. E, a essere interessate al recruiting multimediale, sono anche le imprese, che inseriscono video con la richiesta dei vari profili professionali e con la spiegazione dei possibili percorsi di carriera.
I videocurricula imperversano in presa diretta, naturalmente, su YouTube, ma ci sono anche portali specializzati, come www.ilcurriculumsonoio.it, che puntano tutto sulla modalità multimediale. Con una raccomandazione (che ovviamente arriva da un video): non curarsi troppo della resa ‘tecnica’ del girato, ma preoccuparsi, invece, di ‘bucare’ lo schermo. Insomma, il videocurriculum deve trasmettere a chi lo legge quel qualcosa in più, che non passa in un pezzo di carta. Minor fortuna (ma il servizio è ancora in espansione) sembra avere l’audiocurriculum, la possibilità cioè di registrare messaggi vocali con il podcasting.
Comunque sia, il recruiting on line è a una svolta e anche i motori di ricerca dedicati al lavoro aprono al multimediale. Gli annunci di offerta e ricerca lavoro inseriti sul web a novembre 2007, secondo una ricerca NielsenOnline/Jobrapido, sono stati oltre 54 mila. Tra i portali più visitati, www.infojobs.it, www.monster.it, www.jobrapido.it e www.jobcrawler.it.
“Sicuramente - spiega a LABITALIA Mario D’Ambrosio, presidente dell’Associazione Italiana dei Direttori del Personale (Aidp) - il recruiting multimediale rientra nel nuovo approccio alla selezione del personale. Il videocurriculum, poi, sta entrando nel Dna dell’Ict applicata alla gestione delle risorse umane e rientra sempre di più in quelle che sono modelli naturali di utilizzo”. D’Ambrosio sottolinea che i videocurricula “fanno risparmiare tempo, costi e costituiscono una valida azione di scouting del personale”. In più, “colpiscono le figure più giovani dell’azienda, quali normalmente sono i responsabili della selezione, che, dunque, hanno una naturale attrazione per queste nuove modalità”.
Avanti, dunque, con le presentazioni video, ma con un’avvertenza: “Sono un passo in avanti rispetto alla semplice inserzione, ma non sostituiscono l’indispensabile contatto diretto che il candidato dovrà poi avere con l’azienda. Nel momento in cui il capitale umano di un’impresa diventa sempre più strategico, occorre infatti sapere valutare le capacità relazionali del candidato, le capacità di fare squadra, il suo ‘inbuilding’. Tutte cose - conclude - che non emergono da un video”.
19/12/2007
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