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Via libera dal Senato al protocollo sul welfare
Il Senato ha votato la fiducia sul ddl sul welfare, che è diventato quindi legge. Con 162 voti favorevoli, 1 voto contrario e un astenuto, il provvedimento che recepisce l’accordo tra governo e parti sociali del 23 luglio ha ottenuto il via libera definitivo da palazzo Madama. Importanti le novità contenute nel testo, che prevede una spesa, nei prossimi 10 anni, di circa 40 miliardi di euro. Ecco, in sintesi, i capitoli più importanti del provvedimento, quelli su previdenza, competitività e mercato lavoro.
PENSIONI- Si introduce un mix di 'scalini' e quote vincolate dall'età minima per aumentare l'età di pensionamento di anzianità. Dal 2008, dunque, si andrà in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi. Quota che salirà a 95 ma con almeno 59 anni di età nel luglio 2009 e che toccherà quota 96 nel 2001, con almeno 60 anni di età fino a quota 97 nel 2013 ed almeno 61 anni di età. Sono previste deroghe per i lavoratori impiegati in lavori usuranti individuati secondo alcuni criteri, tra cui le 80 ore di lavoro notturno.
COMPETITIVITA'- Si prevedono sgravi sul costo del lavoro per incentivare la produttività di secondo livello, la detassazione del premio di risultato e l'abolizione dei contributi aggiuntivi sugli straordinari.
MERCATO DEL LAVORO- I nuovi contratti a termine non potranno più superare complessivamente i 36 mesi. E' però consentita alle aziende una, e una sola deroga, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del Lavoro competente per territorio e con l'assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. La durata della proroga è stabilita da un avviso comune delle parti sociali. In caso di violazione di questa norma, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato. All'interno della legge Biagi vengono cancellati inoltre i contratti di staff leasing e parzialmente quello di job on call, che restano solo per i lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo. Vengono inoltre ridefiniti gli ammortizzatori sociali con cui si eleva dal 40 al 60% l'indennità di disoccupazione.
27/12/2007
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