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Prodi: “Paese uscito da emergenza, ora patto su salari”
“E' un paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze”, l’Italia, nelle parole del presidente del Consiglio, Romano Prodi, che nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha tracciato un primo bilancio economico a 19 mesi dall'insediamento del suo governo. Quasi due anni di lavoro al termine dei quali, secondo il premier, dominano più le luci che le ombre: un calo del deficit oltre le previsioni, una crescita in linea con le stime, un export in ascesa a dispetto di un super euro, un recupero dell'evasione fiscale straordinaria. Risultati che consentono ora di guardare avanti e di fissare nuovi obiettivi: un nuovo piano fiscale a vantaggio dei lavoratori con redditi medio bassi e con figli e un nuovo patto tra governo, imprese e sindacati per legare insieme l'aumento della produttività, la crescita dei salari e il calo delle tasse sui lavoratori dipendenti. Un pacchetto, questo, che rappresenta la nuova sfida per il 2008 e senza il quale, ammonisce, non si arriverà da nessuna parte.
Per i conti pubblici, ha assicurato il premier, la cura sta funzionando: “Da due anni la crescita si attesta intorno al 2% e abbiamo ripristinato in modo sostanzioso l'avanzo primario, mentre il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno con un deficit molto più basso del previsto, intorno al 2%, cifra al di sotto di ogni previsione e che non si verificava dal precedente governo di centro-sinistra". Anche la crescita non riserverà sorprese, con un incremento del Pil nel prossimo anno dell'1,5% come da previsione. In pieno recupero, nonostante tutto, anche le esportazioni. E di questo, ha detto Prodi, va dato atto alle imprese al cui fianco si è schierato il governo, con il pacchetto di interventi messo a punto con la Finanziaria 2008, dal taglio dell'Irap alla riforma dell'Ires fino al credito d'imposta per la ricerca.
Bene anche la lotta alla precarietà del lavoro, per Prodi, che ricorda come l'ultimo dato sulla disoccupazione sia il più basso degli ultimi 25 anni. Ma se al Nord si registra una sostanziale piena occupazione, la situazione resta ancora critica al Sud: “Nel Mezzogiorno - ha avvertito Prodi - un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno”. E, sul fronte del lavoro, la grande sfida del 2008 per la ripresa, dopo i primi passi compiuti nel 2007, è un patto sui salari. Il governo, ha ricordato il presidente del Consilgio, è già al lavoro per definire un'operazione fiscale a vantaggio dei lavoratori con un reddito medio basso e con figli. Un'operazione che dovrebbe confluire in un patto vero e proprio con sindacati e imprese per legare tra di loro aumento della produttività, aumento dei salari e calo delle tasse sui lavoratori dipendenti, assicurando così, al tempo stesso, l'aumento della competitività e il sostegno alla domanda interna.
“In Italia - ha affermato Prodi - è accentuata una polarizzazione dei redditi, una distanza difficile da colmare, ma che va urgentemente affrontata. Per cui prenderemo decisioni per migliorare l'equità sociale e per tutelare il potere d'acquisto. Per questo, il 2008 sarà l'anno in cui il governo proporrà alle imprese e ai lavoratori dipendenti un grande, comune, obiettivo: un grande patto per maggiori salari, maggiore produttività e una sostanziale diminuzione del peso delle imposte gravanti su lavoratori che percepiscono salari medio bassi”.
Ma il 2008 sarà anche l'anno anche del recupero dell'evasione fiscale che fino ad oggi, ha sottolineato Prodi, è stata “straordinaria” e “senza la quale non avremmo potuto fare una Finanziaria a beneficio delle persone meno abbienti senza un lavoro straordinario dell'amministrazione fiscale e della finanza”. “Calcoliamo - ha detto Prodi - che non meno di 20-21 miliardi di euro siano dovuti al recupero dell'evasione fiscale, anche se per dati rigorosi dovremo attendere qualche settimana”. Sempre sul fronte fiscale, il governo conferma un altro dei suoi impegni programmatici: quello dell'armonizzazione delle rendite finanziarie su cui si era accapigliata la maggioranza. “E' un tema ancora nell'agenda di governo: ci stiamo lavorando - ha aggiunto - perché ancora ci sono problemi tecnici complicati ma abbiamo detto che avremmo messo le rendite finanziarie allo stesso livello, perché era giusto, e a questo arriveremo”.
C’è, poi, la pubblica amministrazione, la “vera risorse da mettere in moto - ha sostenuto Prodi - perché la macchina statale ha il motore spesso ingolfato che gira a un regime variabile, con poche punte di eccellenza”. Anche da qui passerà la riforma del enti previdenziali, ribadita da Prodi, che sarà avviata entro gennaio e che porterà “risparmi per migliaia di miliardi di euro”. Quanto alla partita più calda, quella contrattuale sulla quale i sindacati minacciano un nuovo sciopero, Prodi ha ricordato le linee d'azione cui dovrà improntarsi il negoziato: “Il prossimo contratto legherà strettamente remunerazione, produttività e misurazione dei risultati conseguiti, valorizzando il lavoro dei singoli e le aree di eccellenza che esistono”.
28/12/2007
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