|
Notai, dal 1° gennaio 2008 aliquota previdenziale aumentata al 28%
Dal 1° gennaio 2008, l'aliquota contributiva previdenziale per gli oltre 5.000 notai italiani è passata dal 25 al 28%. Un provvedimento adottato, come spiega a LABITALIA Francesco Maria Attaguile, presidente della Cassa del Notariato, l'ente di previdenza e assistenza dei notai, non per problemi di bilancio, quanto piuttosto per affrontare gli effetti del decreto Bersani. “La Cassa del Notariato - chiarisce Attaguile - non ha alcun problema di sostenibilità. Semmai, la Cassa ha dei problemi che derivano da recenti decreti legge, in primis quello sulle liberalizzazioni, che hanno tolto ai notai alcune prestazioni. Questo ha sottratto reddito e di conseguenza sono diminuiti i versamenti alla Cassa. Basti pensare che nel 2007 le entrate contributive sono diminuite del 13%. Per questo, dal 1° gennaio 2008 l'aliquota previdenziale è stata innalzata dal 25% al 28%”.
“Sia chiaro - precisa Attaguile - che il bilancio 2007 non si sarebbe certo chiuso in rosso, ma abbiamo dovuto far rifare il bilancio attuariale di qui a 30 anni e dunque rivedere i conti”. Ed è probabile anche un ulteriore ritocco. “L'aumento di 1.000 sedi notarili su cui deciderà presto il ministero della Giustizia -prosegue il presidente della Cassa del Notariato- significa per noi una consistente previsione di spesa, visto che saranno in uscita assegni di 5.000 euro l'uno per ogni nuovo notaio”. Una delle iniziative peculiari della Cassa del Notariato (nata nel 1919 proprio con finalità solidaristiche, ossia per aiutare i notai richiamati in guerra) è l'erogazione a ogni nuovo notaio di un assegno di circa 5.000 euro. Si tratta di contributo per le spese di avvio delle attività.
INTEGRAZIONE AL REDDITO PER CHI OPERA IN AREE DEPRESSE
Altra funzione caratteristica della Cassa è quella di provvedere a un'integrazione del reddito notarile, laddove questo sia al disotto almeno del 30% dell'onorario medio nazionale dell'anno precedente. “Non tutti i notai svolgono tante attività: è il caso di chi - spiega Attaguile - opera in zone depresse, come Enna in Sicilia o Palmi in Calabria. Oppure è il caso dei notai appena insediati”. Per questo, la Cassa provvede a reintegrare un minimo vitale. Ma, anche in previsione dell'aumento di volume di questa prestazione, “dovremo cominciare adesso - annuncia il presidente - ad accantonare risorse per le future integrazioni al reddito che potrebbero crescere di numero”. Attualmente sono 5.312 i notai iscritti alla Cassa, un po’ meno del totale delle sedi notarili (qualcuna è vacante), ma è in arrivo un decreto che dovrebbe introdurre circa 1.000 nuove sedi e altrettanti notai. Il numero dei notai attivi in Italia, infatti, si è mantenuto costante da qualche anno (dai concorsi ogni anno escono 150 nuovi professionisti a fronte dei circa 150 che cessano l'attività). E sono stati gli stessi notai a chiedere una revisione straordinaria per implementare le sedi.
ENTRO 15 FEBBRAIO DOMANDE PER 30 BORSE STUDIO
La cassa è nata dunque con finalità di mutuo soccorso, anche se con l'acquisizione delle funzioni previdenziali ha ampliato il suo spettro d'azione. Unico requisito per essere iscritti alla Cassa è di essere notaio, ossia di aver vinto il concorso. La previdenza viene erogata in base all'anzianità contributiva e non in base al guadagno maturato dal notaio stesso: i requisiti sono 65 anni di età e 35 (massimo 40) di contributi. “La nostra caratteristica - aggiunge Attaguile - è che la pensione è uguale per tutti: sia per il notaio che esercita in una zona 'riccà sia per quello che esercita in un'area depressa. La pensione è rapportata all'anzianità notarile e non al reddito”. Tra i motivi di questa peculiarità, Attaguile indica senz'altro “le ragioni etiche”. “Il notaio - spiega - non è solo un libero professionista, ma è un pubblico ufficiale, quasi equiparato a un magistrato nell'esercizio delle sue pubbliche funzioni e, dunque, viene riconosciuta una pensione non in base a quanto guadagna, ma in base alla funzione svolta per la collettività”.
Tra le altre attività svolte dalla Cassa c'è l'assistenza sanitaria integrativa (che copre grandi interventi) e borse di studio per i figli meritevoli dei notai. Si tratta di assegni di circa 600-700 euro l'anno per le scuole medie superiori e per l'università. Inoltre, proprio in questi giorni è on line il bando di concorso per 30 borse di studio della Fondazione per il Notariato (nata per impulso dell'Ordine e della Cassa con lo scopo di accrescere il bagaglio culturale e la formazione). L'iniziativa, che mira a favorire l'accesso al notariato, è rivolta ai cittadini sotto i 27 anni, laureati in giurisprudenza con almeno 100/110 e pratica notarile. Per informazioni www. fondazionenotariato.it o www.cassanotariato.it. La scadenza dei termini per presentare le domande è il 15 febbraio.
04/02/2008
|
|