Mestieri: sempre più artigiani birrai in Italia

Producono birra di qualità, utilizzando solo ingredienti naturali, che non vengono 'trattati' e mantengono quindi sapori e proprietà originarie, come vitamine e proteine. Sono gli 'artigiani birrai', che, con i loro piccoli impianti di produzione, sono sempre più diffusi in tutte le regioni della penisola, isole comprese. La birra artigianale o 'cruda', che occupa ancora una fetta molto ristretta nel mercato nazionale del settore, l'1%, sta però conquistando sempre più consumatori. Tanto che dal settembre 2005 esiste l’“Associazione degustatori birra”, con sede a Milano, che conta qualche centinaio di aderenti, tra consumatori e 170 imprese di microproduzione, e si propone di far conoscere sempre più il ‘movimento’ dei sostenitori della birra artigianale. Per microproduzione di birra si intende una produzione al di sotto dei 10.000 ettolitri l'anno, con impianti da 200 litri circa. A volte l'impresa, il ‘birrificio’, ha un unico dipendente, lo stesso titolare, mentre in altri casi la struttura aziendale conta 3-4 lavoratori, a seconda della quantità di birra prodotta.

Ma quali sono gli elementi che differenziano la birra artigianale dalle tante chiare e scure, italiane e straniere, realizzate a livello industriale? LABITALIA lo ha chiesto al vicepresidente dell’ “Associazione degustatori birra”, Fulvio Riccobono: “I nostri birrai - ha spiegato Riccobono - sono spesso persone che, dal fare la birra in casa, hanno creato un'attività commerciale, perchè avevano dei prodotti che chiaramente erano superiori alla media. Infatti, per fare una buona birra artigianale servono una buona qualità dell'acqua, orzo e luppoli, che sono poi gli elementi base della birra. La caratteristica fondamentale della birra artigianale - ha aggiunto - è la non pastorizzazione, il fatto cioè che la birra non viene filtrata, mantiene quindi i lieviti che sono elementi vivi e permettono di dare un'evoluzione sia per il prodotto alla spina che per quello in bottiglia”.

La birra artigianale viene prodotta in appositi impianti: “L'impianto - ha spiegato a LABITALIA Emanuele Aimi, del ‘Birrificio del Ducato’, che ha vinto recentemente un premio per la migliore birra 'rossa' - è costituito da un tino di cottura dove viene fatta la miscela: si mette l'acqua, si aggiunge il malto d'orzo o, se si tratta di una birra di frumento, frumento, avena o quant'altro. Si porta quindi ad ebollizione, con una scala di temperature diversa a seconda della ricetta del birraio. E’ comunque nell'ammortamento che sta la differenza. La qualità della birra – ha sottolineato - sta nel periodo di maturazione che può variare da una settimana a tre, mentre il procedimento della birra industriale dura solo tre giorni e si conclude con la pastorizzazione”. Il prodotto artigianale non ha solo un sapore diverso da quello industriale, ma anche altre qualità: “E' un prodotto sano, genuino, che può dare non soltanto un piacere al bere - ha aggiunto Aimi - ma anche al corpo. E' fondamentale il luppolo, perché è in questo ingrediente che è contenuto l'olio essenziale. La birra più fruttata, più luppolata contiene più vitamine E e più polifenoli”.

Tante le varietà di birra artigianale prodotte nel nostro paese, come la 'Birra Amiata - Arcidiosso' al castagno, realizzata con ingredienti naturali provenienti esclusivamente dalla zona, appunto, del monte Amiata, in Toscana. ''Fin dall'inizio della nostra attività - ha raccontato a LABITALIA Gennaro Cerullo, della 'Birra Amiata' - abbiamo subito puntato sulla birra alla castagna, perché la nostra è una zona votata a questo prodotto, tanto che i castagneti del monte hanno recentemente ricevuto il riconoscimento Igp dalla Cee, sinonimo di qualità. La castagna - ha sottolineato Cerullo - dà sicuramente un tocco particolare alla birra, tanto che la gente riconosce subito un sapore diverso, anche rispetto alle birre artigianali classiche. Questo quindi ci dà la possibilità di offrire un prodotto un po’ più particolare, diverso, con quel retrogusto di castagna che affascina il consumatore” Ma dove trovare della buona birra artigianale? Spesso, a causa degli alti costi di distribuzione, le birre restano confinate nei territori circostanti il luogo di produzione, e non vengono conosciute al di fuori di questo ristretto circuito. Per questo motivo, l’‘Associazione degustatori birra’ organizza spesso manifestazioni, in giro per il Paese, per far conoscere la birra artigianale o 'cruda', facendo da tramite tra gli enti fiera e i piccoli produttori. Alcuni di essi, inoltre, vendono direttamente il prodotto nei propri pub e birrerie, come il pub 'Boa' di Ostia, vicino a Roma: “Noi - ha detto a LABITALIA Massimo Salvatori, uno dei proprietari - produciamo birra soltanto per il nostro locale e ne vendiamo circa cinquemila litri al mese. Alla produzione della birra - ha continuato Salvatori - si dedicano tre persone, a turno, visto che l'impianto va controllato 365 giorni all'anno”. Ma anche Salvatori ha ammesso: “Purtroppo, la birra artigianale non ha ancora nessun marchio di qualità , né Igp, nè Igt, né Doc”.


11/02/2008
 
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