Bari, oltre 130 tirocini e 2 assunzioni con ‘Progetto Indulto’

Oltre 130 i tirocini avviati e 2 le assunzioni in provincia di Bari grazie al progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, promosso dai ministeri del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro. “Ci è sembrato importante - spiega l’assessore provinciale alla Solidarietà sociale, pari opportunità, politiche dell’accoglienza e pace, Antonello Zaza - che fosse il ministero del Lavoro a promuovere questo progetto e a lanciare l’appello ad aderire e a lavorare per un obiettivo così importante. Abbiamo deciso di raccogliere tale appello nonostante le grandi difficoltà del contesto in cui ci troviamo ad operare. I destinatari del progetto sono infatti, oltre che indultati cioè ex detenuti, disoccupati di lunga durata, giovani senza possibilità di prima occupazione”.

“In provincia - ricorda - qualcuno era perciò scettico e aveva insistito, non senza ragione, su altre priorità. La questione è stata tuttavia superata, perché dare lavoro a chi esce dal carcere significa aumentare la sicurezza generale dei cittadini, visto che si riduce il rischio della ricaduta nel crimine. Vuol dire dare una chance in più a queste persone e dare loro la possibilità di elaborare un vero progetto di vita. La risposta al progetto dell’impresa cooperativa è stata, quindi, pronta e immediata. Per i soggetti coinvolti un’iniziativa del genere può essere, oltre che un’occasione di realizzare la loro ‘mission’, un volano di sviluppo e un’opportunità di allargamento delle loro relazioni. Più ‘tiepida’ è stata invece la risposta da parte delle imprese non cooperative, nonostante le numerose convocazioni”.

ATTESA UNA MAGGIORE RISPOSTA DA PARTE DELLE IMPRESE

“Viste le difficoltà legate al tessuto imprenditoriale locale - precisa l’assessore Zaza - non c’è dubbio che per le imprese siano maggiori le difficoltà, di tipo economico ma non solo, a prendere in organico un lavoratore in situazione di svantaggio. Per un’azienda, inoltre, è anche difficile organizzare un tirocinio, perché solo avviare un’azione di tutoraggio significa organizzare risorse in termini economici, di tempo e di personale. Speriamo comunque che a lungo andare, visti i risultati confortanti del progetto, la risposta possa essere più favorevole, anche in virtù di un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria”.

“Proprio per questo - afferma - da parte nostra è in corso un’attività di sensibilizzazione sulle problematiche dell’inclusione lavorativa di categorie svantaggiate, perché è vero che storicamente c’è poco interesse a includere nell’organico delle imprese questo tipo di categorie. Pensiamo ai disabili: spesso l’azienda preferisce pagare la sanzione piuttosto che effettuare il collocamento obbligatorio”.

E proprio per l’integrazione dei disabili la provincia di Bari sta studiando un programma di affidamento diretto a cooperative o a consorzi di tipo B che hanno tra i loro addetti ex detenuti, disoccupati di lunga durata e donne. “Su tutti questi target - conclude l’assessore Zaza - vorremmo in alcuni casi avviare, in altri proseguire, un lavoro di reinserimento vero, non assistenzialistico”.


14/02/2008
 
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