|
Napoli: da marzo altri tirocini in partenza progetto ‘Indulto’
Primi risultati per il progetto ‘Indulto’ a Napoli e provincia. Ai 13 tirocini già avviati nei mesi scorsi, infatti, ora se ne aggiungono altri 20 in partenza a marzo, di cui 10 in un call center promosso dal comune (gli altri sono, invece, in settori vari). La partenza dei tirocini coincide con la conclusione della prima fase del progetto promosso dai ministeri del Lavoro e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro, iniziata a fine maggio e terminata il 13 novembre con la realizzazione di colloqui personalizzati per oltre 850 beneficiari del decreto. I colloqui hanno interessato tutti ex detenuti italiani (che rappresentano il 90% della popolazione carceraria locale) e si sono svolti presso i locali del centro per l’impiego di Napoli Est.
Il punto di partenza dell’azione del progetto ‘Indulto’ in Campania è fotografato dai dati del Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria (Prap) Campania sul numero di indultati residenti nella regione. Ovviamente, il numero maggiore riguarda Napoli e provincia, dove risiedono 3.175 beneficiari dell’indulto (2.917 italiani e 258 stranieri). Una cifra che surclassa di molto i numeri di Caserta (462 indultati tra italiani e stranieri), Salerno (342), Avellino (98), Benevento (85). In totale, hanno beneficiato dello sconto di pena previsto dal provvedimento di indulto, 4.162 persone residenti in Campania, delle quali 3.680 italiane e 482 straniere.
Dato l'alto numero di indultati, provincia e comune di Napoli hanno ritenuto di dover effettuare una vera e propria presa in carico dei possibili beneficiari del progetto, effettuando colloqui conoscitivi dei beneficiari interessati. Per questo ci si è avvalsi della banca dati messa a disposizione dai servizi sociali del comune. Si tratta di informazioni raccolte in precedenza (con il relativo assenso al trattamento dei dati) al momento dell’erogazione dell’assegno di circa 104 euro agli ex carcerati. Un totale di 980 nominativi, a cui il comune stesso ha inviato una raccomandata contenente il codice di prenotazione al colloquio e la data fissata.
Inoltre, per i residenti nella provincia, l'assessorato provinciale al Lavoro ha messo a disposizione il suo call center, mediante il quale gli indultati potevano richiedere codice e data del colloquio. Alla fine, i colloqui effettuati sono stati 850, finalizzati a un censimento delle persone che hanno beneficiato dell'indulto, anche in vista della possibilità che comune e provincia attivino altri progetti mirati al reinserimento sociale degli indultati. Uno di questi è già in via di definizione all'assessorato alle Politiche sociali comunale e riguarda gli ex detenuti con problemi di dipendenza da sostanza.
Contemporaneamente, al termine dei colloqui, si è proceduto alla promozione del progetto nei confronti del sistema di impresa locale. Ad oggi i tirocini avviati (13) e le convenzioni già firmate o in via di definizione sono tutte allocate nel Terzo settore, quello delle cooperative sociali e non.
Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali del comune di Napoli ricorda che “specialmente al Sud, dove ci sono molte difficoltà nel matching domanda-offerta di lavoro (difficoltà che aumentano nel caso di soggetti svantaggiati come gli ex carcerati), la cooperativa sociale di tipo B non è uno strumento di assistenza, ma un prezioso strumento di welfare”. “Con Italia Lavoro - conclude - ci siamo sempre trovati bene, soprattutto sul terreno dei tempi e dei contenuti degli interventi”.
29/02/2008
|
|