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Le nuove vite di Giuseppe (Catania) e Giovanna (Torino)
Un ragazzo ‘difficile’, una storia come quelle che - purtroppo - dentro le mura di un carcere si incontrano spesso. La vita di Giuseppe (nome di fantasia) di Catania, così come ci ha raccontato Cettina Pellegrino, sua tutor nell’ambito del progetto ‘Indulto’, è stata segnata da molti elementi di segno negativo: una famiglia disgregata, un’infanzia spesso abbandonata a se stessa e l’incontro con la droga. E così, per questo ragazzo giovane (è nato nel 1977, adesso ha 31 anni), alla fine è arrivata anche una condanna per ‘associazione a delinquere’. Giuseppe, infatti, al momento dell’indulto è in carcere, ma grazie allo sconto di tre anni di pena gli rimangono solo un paio di mesi residuali da scontare. Tramite i servizi sociali viene contattato e dà la sua adesione al progetto ‘Indulto’. “Sapevamo - ricorda Pellegrino - che Giuseppe aveva avuto altre esperienze lavorative e gli abbiamo proposto una cosa da fare appena uscito dal carcere: un tirocinio formativo di 6 mesi come operatore ecologico presso una ditta di Catania”.
Inizia così il percorso di reinserimento lavorativo di Giuseppe, che, di fronte a una nuova possibilità, non si tira indietro. Anzi. “Da subito - sottolinea ancora la sua tutor - ha partecipato attivamente ai corsi e non è mai mancato un giorno. E’ emersa in lui una persona valida e in cerca di riscatto, una cosa che l’ha aiutato tantissimo”. Giuseppe in questi 6 mesi è stato affiancato da Cettina Pellegrino e da un tutor aziendale, che ha provveduto alla formazione in senso stretto. A gennaio finiscono i sei mesi di tirocinio finanziati dal progetto, ma l’esperienza è stata così positiva che l’azienda decide, di sua spontanea iniziativa, di assumere per 6 mesi il giovane. “A questo punto il nostro obiettivo ma soprattutto quello di Giuseppe - spiega Pellegrino - è quello dell’assunzione. Prima di questa opportunità, Giuseppe aveva una bancarella dove vendeva ai mercati, un’attività che ora porta avanti la moglie. Ma, adesso, per lui la vita può ricominciare e anche con prospettive di stabilità e sicurezza”.
E una nuova prospettiva di vita è anche quella che si è aperta per Giovanna (nome di fantasia), di Torino. Trentacinque anni, un figlio che cresce da single, anche Giovanna ha lottato contro la piaga della tossicodipendenza e anche lei è finita in carcere per reati correlati alla droga. Fondamentale è stato il percorso terapeutico iniziato nella comunità di recupero, dove le viene assegnato un ‘lavoro’ (in realtà è un contratto di borsa lavoro) molto duro.
“Quando mi ha raccontato che per un anno e mezzo - dice Diego Coriasco, tutor di Giovanna - ha lavorato nell’agricoltura, facendo un lavoro molto faticoso, quello di coltivare i campi, ho pensato che questa giovane donna fosse veramente motivata a ritrovare un lavoro e che ce la potesse fare”. Al primo colloquio, Diego nota che Giovanna, nonostante le sue vicende con la droga, ha sempre cercato di lavorare e, oltre che in Italia, le sue esperienze si sono svolte anche all’estero. “Aveva lavorato soprattutto nel campo della ristorazione (bar, alberghi) - spiega ancora il tutor - ma al colloquio ha detto in maniera decisa che non voleva più tornare a svolgere quelle mansioni”. Forse, nella mente di Giovanna, questi lavori si sono indelebilmente associati a un ‘brutto periodo’ o forse c’era già la voglia di cambiare. Fatto sta che Giovanna esprime un desiderio: lavorare con persone in difficoltà e - magari - aiutarle.
Diego si attiva, contatta due cooperative sociali di tipo B. Una di queste accetta la proposta del tirocinio. Per 4 mesi (come lei stessa ha scelto) Giovanna lavora come addetta delle pulizie e percepisce 675 euro al mese, fondamentali per lei e per il suo bambino. “Da subito l’ha vissuto come un lavoro a tutti gli effetti, e poiché è stata molto attiva e presente, anche in azienda hanno preso, molto presto, a considerarla a tutti gli effetti ‘una di loro’”. Giovanna ha mostrato, infatti, notevoli capacità di autoorganizzazione e di risoluzione dei problemi. E, allo scadere esatto dei 4 mesi di tirocinio, è stata assunta a tempo indeterminato.
03/03/2008
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