Progetto 'Indulto': addetti pulizie e verde pubblico mansioni più ‘gettonate’

Addetti alle pulizie, alla manutenzione di verde pubblico e giardini, ma anche addetti alla raccolta differenziata e alla manutenzione e pulizia di fabbricati come edifici pubblici, scuole o altri uffici. Queste le mansioni più gettonate per i tirocini di reinserimento lavorativo, promossi dal progetto ‘Indulto’, realizzato dai ministeri del Lavoro e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro. I dati parlano chiaro: al 31 gennaio 2008, sono stati attivati su tutto il territorio nazionale 782 tirocini e 531 convenzioni con imprese, cooperative sociali ed aziende pubbliche. In pratica, ha già potuto usufruire di un’opportunità di formazione e lavoro quasi il 50% dei candidati al progetto, che (sempre al 31 gennaio 2008) era di 1.598 persone. Gli indultati che, invece, hanno ottenuto grazie al progetto un’assunzione stabile sono 50.

Nel dettaglio, il gruppo professionale più rappresentato nei tirocini destinati ai beneficiari dell’indulto è costituito dagli addetti alle pulizie. Sono, infatti, 148 i tirocini avviati in una delle diverse applicazioni di questa tipologia di lavoro: dal generico addetto ai servizi di pulizia all’addetto a pulizie industriali, fino all’addetto a fabbricati, parchi, giardini pubblici e strade. Ma nuove opportunità di lavoro sono venute anche dalla pulizia degli autobus cittadini, del mercato ortofrutticolo e dei serbatoi. Il secondo gruppo professionale più rappresentato è quello dei manutentori, con 114 tirocini nel settore. Il nucleo più consistente (circa 90 persone) lavora con il verde pubblico e dunque svolge opera di cura dei giardini e delle aree verdi pubbliche, ma vi sono anche tirocini che interessano la manutenzione di edifici civili e industriali, di automezzi, di impianti elettrici o idraulici. Il terzo gruppo in graduatoria è quello dei lavori collegati alla raccolta dei rifiuti, con 55 tirocini attivati nel settore.

La maggior parte dei lavoratori è stata inserita in percorsi attinenti alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (rsu). Oltre a questi tre gruppi di attività, i tirocini avviati hanno coperto altri ambiti. Nel settore dei servizi, ad esempio, 17 tirocini hanno riguardato la mansione di magazziniere, 13 l’accompagnamento e l’assistenza domiciliare di disabili, 4 la mansione di autista, 2 quella di parcheggiatore, 2 di parrucchiere. E non mancano prestazioni che richiedono competenze specialistiche come l’impiegato amministrativo, il grafico pubblicitario, l’organizzatore di eventi culturali, l’addetto ad attività di segreteria, il tecnico informatico. Passando al settore manifatturiero, il comparto più rappresentato tra i tirocini è quello dell’edilizia (54 avviamenti). Il manovale è la qualifica che raccoglie il maggior numero di tirocini (46), ma non mancano gli addetti alla lavorazione del legno e delle pietre. Riguardo alle 614 aziende che hanno dato la propria disponibilità al progetto ‘Indulto’, la maggior parte (119) è attiva nel settore dei servizi sociali, alla persona e altri servizi pubblici. Seguono le imprese che si occupano di informatica, ricerca e servizi alle imprese (109), di sanità e assistenza sociale (91) e di agricoltura (59), di costruzioni (44), gli alberghi e ristoranti (39), le imprese di commercio all’ingrosso e al dettaglio (38) e quelle che si occupano della lavorazione di minerali non metalliferi (16).

“Attraverso i tirocini sono state accompagnate ad impegno lavorativo in prevalenza persone con qualifica medio bassa. Il progetto conferma che occorre intervenire verso le persone con esperienza detentiva in maniera ampia e sistematica affinché possano disporre di livelli di professionalità adeguata alle esigenze del mercato del lavoro”. Lo afferma Mario Conclave, responsabile del progetto ‘Indulto’. “In questo modo - spiega - il lavoro potrà comportarsi in modo diffuso come strumento riabilitativo. Ma soprattutto come importante strumento di inclusione sociale e lavorativa, se non di emancipazione sociale di persone appartenenti a categorie sociali svantaggiate già prima della detenzione”.


03/03/2008
 
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