Emilia Romagna, da ‘Progetto Indulto’ 67 tirocini per ex detenuti

Sono 67 i tirocini attivati in Emilia Romagna nell’ambito del ‘Progetto Indulto’, un’iniziativa promossa dai ministeri del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro, che ha già portato all’assunzione di 7 persone. I dati (riferiti al 6 marzo 2008) comprendono i 34 tirocini avviati nella provincia di Bologna, gli 11 di Ferrara, i 5 di Ravenna e i 17 di Rimini. Al progetto hanno aderito, sempre al 6 marzo 2008, 70 imprese della regione, con le quali sono state stipulate 59 convenzioni. In tutto sono previsti 91 tirocini di inserimento lavorativo per altrettanti ex detenuti. Dei 67 tirocini già avviati, 11 si sono già conclusi e, fra questi, 5 sono terminati con un’assunzione e 2 assunzioni sono avvenute prima del termine del tirocinio. Un risultato importante che conferma, anche nel territorio emiliano, la validità del progetto.

Il punto di forza dell’azione territoriale in Emilia Romagna è sicuramente quello di aver costruito un sistema, una rete che ottimizza i singoli interventi, evitando duplicazioni o inutili perdite di tempo. Fondamentale l’intreccio tra l’azione di Italia Lavoro e lo ‘Sportello Carcere’ del centro per l’impiego, che intercetta i bisogni formativi della persona beneficiaria dell’indulto. Una volta inserita la persona nella platea di riferimento del progetto, scattano le sinergie. Infatti, presso la provincia, si tiene un tavolo cui partecipano tutti gli attori interessati: i rappresentanti del carcere, della provincia, i responsabili del centro per l’impiego, quelli di Italia Lavoro, dell’Ufficio esecuzioni penali esterne, dei Servizi sociali del comune e la Casa Circondariale di Bologna. In questa sede, vengono stabilite le priorità di intervento e si cerca l’azienda ‘giusta’ per il profilo individuato. Entrano in campo i tutor, che coltivano con assiduità i rapporti sia con il tirocinante sia con l’azienda.

La platea dei 67 tirocinanti dell’Emilia Romagna risulta così composta: 52 persone erano, al momento dell’avvio del percorso, in regime di libertà, 4 erano affidati (agli arresti domiciliari) e 11 erano in regime di semilibertà (di questi, 3 erano disabili). A livello territoriale, a guidare la classifica stilata per numero di tirocini attivati è naturalmente il capoluogo di regione, Bologna, con 34 tirocini attivati, di cui 28 della durata di 4 mesi e 6 della durata di 6 mesi. I tirocini interrotti sono stati 8, quelli conclusi alla scadenza naturale 9. Tra questi, si sono registrate ben 5 assunzioni. Le imprese del bolognese che hanno aderito al progetto sono 37, mentre 30 sono le convenzioni attivate per un totale di 53 tirocini. Le aziende che ospitano i tirocinanti operano in vari settori merceologici, ma prevalgono l’edilizia (sono 6 le aziende di costruzioni che hanno aderito al progetto) e le pulizie (5). Ben rappresentate anche le imprese di trasporti (3), i bar e i ristoranti (3), le ditte di manutenzione termo-idraulica (3), le lavanderie (3) e i servizi alla persona (3).

A Rimini i tirocini attivati sono 17, nessuno dei quali si è ancora concluso, mentre 3 si sono interrotti (una delle persone interessate è stata assunta dall’azienda in cui ha svolto il tirocinio). Tredici le imprese della zona che hanno aderito al progetto, dando vita ad altrettante convenzioni sulla cui base si svolgeranno un totale di 19 tirocini. La maggior parte delle imprese (5) opera nel settore delle pulizie, seguito dalle aziende che si occupano di produzione biologica. A Ferrara i tirocini attivati sono 11 (1 assunzione), grazie a 11 convenzione avviate con 11 imprese. Anche in questa provincia, le aziende ospitanti sono soprattutto quelle edili e quelle addette alle pulizie, ma non mancano le imprese che forniscono servizi alla persona. Infine, a Ravenna sono 5 i tirocini attivati, uno solo dei quali si è concluso. Una persona è stata già assunta. Le imprese che partecipano al progetto sono 7, 2 delle quali nel settore pulizie.


13/03/2008
 
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