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Roma, oltre 120 gli inserimenti professionali con ‘Progetto Indulto’
Non solo trovare un posto di lavoro, ma anche avviare un’attività in proprio. In provincia di Roma, i risultati del progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, promosso dai ministeri del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia, con l’assistenza tecnica dell’agenzia governativa Italia Lavoro, sono più che positivi. “L’iniziativa - spiega l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro e della Qualità della vita, Gloria Malaspina - destinata a coloro che sono usciti dal carcere per gli effetti dell’indulto ha dato senza dubbio un buon risultato umano e sociale. Ricordiamoci che chi esce dal carcere, magari condannato per reati minori, spesso proviene da situazioni molto problematiche. Aver fornito loro una chance, seppur piccola, di reinserimento sociale è una vittoria delle istituzioni pubbliche che in questo modo hanno teso una mano a chi si trovava in condizioni difficili. Certo, ora sta a chi ha potuto usufruire del ‘Progetto Indulto’ perseverare e impegnarsi nella strada della legalità”.
Dati alla mano, sono state 40 le aziende coinvolte dal ‘Progetto Indulto’ a Roma e provincia e 120 i soggetti beneficiari inseriti. Gli assunti sono stati 5 e se ne prevedono altri 17 entro il mese di marzo. I settori in cui sono stati impiegati gli ex indultati sono aziende, consorzi di cooperative che si occupano di servizi di pulizia, mense, manutenzione del verde, editoria, ristorazione, call center, vetreria e corniceria artistica, edilizia, gestione spiagge, informatica, impiantistica audio e luci in teatri.
“Visti i risultati raggiunti - sostiene l’assessore Malaspina - è giusto e anche utile replicare un’azione simile, stavolta però destinandola in generale a chi esce dal carcere. Gli utenti vanno intercettati prima della scadenza della pena, ricostruito e vagliato il loro curriculum, comprese le competenze eventualmente maturate durante l’espiazione della pena, e quindi inseriti, tramite i centri per l’impiego, in progetti mirati all’occupazione. Tenere sempre aperte possibilità di recupero sociale attraverso il lavoro - rimarca - va a beneficio dell’intera società, riduce il danno e contribuisce ad aumentare la sicurezza rispetto al crimine”.
“I centri per l’impiego - ricorda - sono stati soggetti attivi nello svolgimento del progetto. Attraverso l’azione dei centri all’interno delle carceri di Roma, di Civitavecchia e Velletri, sono stati individuati i beneficiari del progetto. Gli operatori della provincia hanno incontrato e colloquiato con i detenuti e le detenute, aiutandoli a ricostruire il loro percorso lavorativo e certificando la condizione di disoccupati. Insomma, hanno funzionato a tutto tondo testimoniando così la vicinanza delle istituzioni a chi forse non le ha mai sentite vicine e utili”.
14/03/2008
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