Sardegna, calano posti e aumentano sommerso e infortuni in edilizia

Occupazione in calo e aumento dei lavoratori irregolari e degli infortuni. E’ lo scenario descritto dal Rapporto sul settore delle costruzioni in Sardegna, realizzato dalla Confartigianato regionale e presentato il 13 marzo. Nell’isola, nel periodo 2004-2007, gli occupati totali nel comparto delle costruzioni sono scesi da 69.673 a 66.208, pari a una perdita totale di 3.465 unità lavorative (-5% netto). Mentre, su base nazionale, la variazione è stata positiva per un +3,8%.

Un quadro poco confortante è anche quello che emerge sugli infortuni, cresciuti, tra il 2004 e il 2006, dell’1,6%: nel 2004 erano 2.800, l’anno successivo salivano a 2.852 per calare a 2.844 nel 2006 (l'analisi territoriale dell’infortunistica, specifica Confartigianato, viene effettuata considerando sia la variazione percentuale degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni tra il 2004 e il 2006 sia la persistenza di segno della variazioni nei tre anni che intercorrono tra il 2003 e il 2006).

La provincia che ha visto un decremento importante di infortuni nel settore è quella di Oristano, passata da 274 del 2004 a 240 del 2006 (-12,4%). Sul fronte opposto, ovvero marcata crescita degli infortuni, la provincia di Cagliari è passata dai 1.225 del 2004 ai 1.292 del 2006, vale a dire un +5,5%. “Purtroppo la Regione non sta investendo in formazione e in cultura della sicurezza, anche se noi facciamo l’impossibile per tutelare i nostri addetti”, commenta Giovanni Maria Azara, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna.

 “Anche alla luce dell’ultimo decreto, occorrono corsi e investimenti per tutelare i lavoratori - dice - e per noi è difficile far rispettare le norme se questo non viene fatto bilateralmente. Noi siamo ancora in grado di mettere un ‘controllore’ per ogni addetto da ‘controllare’”.

Per quanto riguarda il sommerso e gli abusivi del lavoro nelle costruzioni, gli ultimi dati Istat sono del 2005. Le posizioni di lavoro irregolare, in Italia, risultavano essere pari a 283.700, di cui 160.500 dipendenti (56,6%) e 123.200 indipendenti (43,46%). Nel settore vi è un’incidenza di lavoro irregolare pari al 13,5%, incidenza cresciuta di mezzo punto rispetto al 2004. Nel 2005 il tasso di irregolarità del lavoro (ossia il peso delle unità lavoro non regolari sul totale delle unità di lavoro regolari e non regolari) nelle costruzioni, a livello nazionale, era dell’11,3%, mentre in Sardegna è risultato essere del 17,4%. Nell’isola risultavano non regolari 9.000 unità contro 214mila a livello nazionale.

Per Azara, “la relazione dimostra come occorra fare ancora tanto per sconfiggere il lavoro nero, l’abusivismo e il cosiddetto ‘doppiolavorismo’, triste e sconcertante realtà, presente in tutta la Sardegna, confermata dalle recenti indagini su ‘caporalato’ e imprese fantasma”. “Il problema non è facile da combattere - avverte il presidente di Confartigianato Sardegna - perché questi ‘abusivi’ operano al servizio di committenti ‘conniventi’, a cui interessa esclusivamente speculare quanto più possibile sul costo finale di un servizio. Questi ultimi sono gli stessi che eludono le leggi infischiandosene dello Stato, della sicurezza dei lavoratori, della qualità dell’opera conclusa e dell’assistenza post vendita. Senza pensare al danno che apportano, con tale concorrenza sleale, a tutto il comparto e all’intera economia isolana”.

In Sardegna, al 2° trimestre 2007, due imprese edili su tre risultavano essere artigiane, ovvero 12.985 (67,7% del comparto) su 19.174 sul totale delle imprese di costruzioni. Il settore edile artigiano nel triennio 2004-2007 è cresciuto del 16,1%, passando a 11.180 a 12.985 imprese dello scorso anno. Nel periodo 2004-2007, la provincia di Sassari, dove le imprese edili artigiane sono passate da 3.986 a 4.756 (+19,3%), è quella che nella regione ha avuto il maggior incremento. Seguono Nuoro (+16,2%, da 2.300 a 2.672), Cagliari (+15,3%, da 3.802 a 4.383) e Oristano (+7,5%, da 1.092 a 1.174). Su base nazionale, invece, le imprese artigiane edili, sul totale di quelle delle costruzioni, risultavano essere il 65,5%; ovvero 439.113 su 670.811.

Nel 2006, in Italia gli occupati nelle costruzioni erano circa 1.900.000, ovvero 1.189.000 dipendenti e 712.000 indipendenti (il 37%). In quell’anno, la regione registrava un totale di 63.000 occupati nelle costruzioni; ovvero 17mila autonomi (26,8%) e 46mila dipendenti. Nuoro, con il 32,2.9%, era la capitale sarda del lavoro indipendente (10mila occupati totali: 3mila indipendenti, 7mila indipendenti). Seguivano Oristano (6mila occupati totali: 2mila indipendenti pari al 29,6%, 4mila dipendenti), Sassari (19mila occupati totali: 5mila indipendenti pari al 26,9%, 14mila dipendenti) e Cagliari (28mila occupati totali: 7mila indipendenti pari al 24,3%, 21mila dipendenti).

Per quanto riguarda gli imprenditori extracomunitari, nel 3° trimestre 2007, in Sardegna, erano 255 (tra titolari, soci e collaboratori d’impresa). A sorpresa, ben 104 risultano provenire dalla Svizzera. Seguono i cittadini marocchini (19), tunisini (15), albanesi (13) e serbi/montenegrini (11). A livello nazionale, i titolari, soci e collaboratori d’impresa risultavano essere 74.498.


17/03/2008
 
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