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Memorandum per riordino casse liberi professionisti
Novità in arrivo per i liberi professionisti. Oggi è stato, infatti, sottoscritto un ‘Memorandum’ tra il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale con l’AdEPP (Casse di previdenza per i liberi professionisti) per il riordino organico della normativa che disciplina gli enti previdenziali privati. Cinque i punti del documento: natura giuridica degli enti privati, sistema dei controlli, gestione, adeguatezza e sicurezza delle prestazioni e altri aspetti di valutazione.
“Il ‘Memorandum’ che è stato firmato dal ministro Cesare Damiano, e dal capo della segreteria tecnica del ministro, Giovanni Battafarano - dice a LABITALIA Vincenzo Miceli, presidente dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i Consulenti del lavoro (Enpacl) - focalizza bene le richieste delle casse previdenziali. Se le forze politiche approvassero questi orientamenti avremmo una buona base su cui poter lavorare”.
“Da anni - afferma Miceli - ci battiamo per avere un riordino dell’intera normativa e siamo soddisfatti che i nostri principi siano stati concordati con il ministro, indipendentemente dal momento politico in cui si trova il Paese. Anche se a pochi giorni dalle elezioni è sempre un riconoscimento valido condiviso da una parte politica. Ci auguriamo che possano servire da punto di partenza per le scelte e l’attività legislativa del futuro governo”.
PASSARE GRADUALMENTE A SISTEMA DI TASSAZIONE ‘EET’
“L’obiettivo che si intende perseguire - si legge nel ‘Memoradum’ per il riordino organico della normativa che disciplina gli enti previdenziali privati - è ribadire la natura giuridica privata degli enti previdenziali dei liberi professionisti, ma contestualmente coniugarla con le finalità costituzionalmente previste per la previdenza”.
Relativamente al ‘sistema dei controlli’, si legge ancora, ‘’dovra’ corrispondere a caratteri di di chiara rispondenza alle finalita’ istituzionali, nel rispetto della natura giuridica degli enti e della dovuta tutela previdenziale degli iscritti, in virtù dell’obbligatorietà dell’adesione che non consente di poter optare per un diverso gestore, come può invece accedere nel pilastro della previdenza complementare”.
Definito anche il regime fiscale cui sono sottoposte le casse. “Un regime di tassazione sul modello ETT (esenzione della tassazione dei contributi previdenziali, tassazione dei redditi patrimoniali e tassazione delle prestazioni previdenziali erogate), a fronte del modello EET (Tassazione dei soli trattamenti previdenziali), applicato al sistema della previdenza obbligatoria gestita dagli enti pubblici”. Si punta così a “passare gradualmente e compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica a un sistema di tassazione di tipo EET che scioglierebbe le scelte di gestione da condizionamenti di natura fiscale”.
In materia di costi viene specificato che “in un modello operativo-gestionale in cui gli amministratori hanno libertà discrezionale nelle scelte organizzative dell’attività, il sistema di controllo sui costi amministrativi più opportuno appare quello fondato sulla trasparenza e sulla comunicazione, attraverso l’utilizzo di indicatori sintetici, da compararsi o da relazionarsi alle condizioni delle singole casse”.
MAGGIORE AUTONOMIA ENTI PER DETERMINARE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE
Il ‘Memorandum’ precisa, inoltre, che “ottenere obiettivi condivisi in termini di adeguatezza dei trattamenti, come elemento sostanziale per la sostenibilità sociale di un sistema di previdenza del pilastro obbligatorio, richiede soluzioni legislative aventi finalità di incrementare le risorse finanziarie destinabili alla funzione di tipo assicurativo previdenziale e a quella di natura assistenziale”. Ciò comporta, si legge ancora nel documento, “una maggiore autonomia degli Enti nella determinazione delle aliquote contributive, anche attraverso meccanismi incentivanti che mettano in relazione l’aliquota integrativa con quella soggettiva”.
Sul tema dell’adeguatezza “l’adeguamento normativo deve affrontare il problema di come riconoscere ai fini della determinazione delle prestazioni l’effettiva redditività e valorizzazione del patrimonio, dal momento che per molte casse si prospetta un’effettiva rilevanza del risultato di gestione delle risorse, in parziale analogia con modelli di gestione basati sulle regole della capitalizzazione”.
08/04/2008
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