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A Prato assunto 30% tirocinanti Progetto ‘Indulto’
Quindici assunzioni, 7 delle quali avvenute nell’importante realtà produttiva di Prato, dove oltre il 30% dei tirocinanti ha trovato un lavoro. E’ uno dei dati più significativi che contraddistinguono l’azione del Progetto ‘Indulto’ in Toscana. I risultati (aggiornati al 4 aprile) sono frutto di un’intensa attività che ha visto la sottoscrizione di 83 convenzioni per 90 tirocini, 84 dei quali già avviati. Il maggior numero di opportunità di reinserimento è venuto dal capoluogo toscano, Firenze, dove sono stati avviati 54 tirocini, seguito da Prato (23 tirocini) e Pistoia (7).
Ed è proprio la realtà pratese, uno dei poli tessili più importanti d’Italia, che ha segnato la migliore performance. I sette beneficiari dell’indulto assunti grazie al Progetto promosso dai ministeri del Lavoro e della Giustizia e realizzato con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro, rappresentano, infatti, una percentuale superiore al 30% dell’intero bacino di utenza locale (23 tirocinanti). Una quota considerata davvero eccezionale, dagli operatori del progetto e non solo, date le caratteristiche dell'utenza. Inoltre, per altri 4 tirocini, di prossima scadenza, si prevedono altrettante assunzioni. A Prato sono state sottoscritte 22 convenzioni.
La positiva esperienza pratese, dicono gli operatori del progetto, nasce dall’ottimo lavoro della rete territoriale e, in particolare, dal buon clima di collaborazione instauratosi tra provincia e comune di Prato. Molto importante l'apporto del comune, il cui assessorato ai Servizi sociali ha messo a disposizione uffici e personale molto attenti, insieme ai quali è stato possibile costruire per gli utenti dei veri e propri percorsi di inclusione sociale, creando di fatto le basi per l'ottimale tenuta degli inserimenti lavorativi. Un dato, quest’ultimo, estremamente importante e che è testimoniato, oltre che dalle stabilizzazioni, anche dal numero di tirocini interrotti: 5 su 6 per assunzione anticipata.
“Il progetto sta andando davvero molto bene - commenta con soddisfazione l'assessore ai Diritti e alla Programmazione degli interventi sociali del comune di Prato, Maria Luigia Stancari - grazie al coinvolgimento di attori non solo istituzionali, ma anche del volontariato”. L’assessore ricorda che “il comune di Prato si era già mosso nella direzione del reinserimento lavorativo degli ex detenuti e più in generale di soggetti ‘deboli’, con il ‘Patto per l’inclusione’, che riunisce comune, provincia, Sil, Uepe, Asl e servizi sociali: avevamo già messo a disposizione di questo programma molte risorse e ci eravamo già mossi in raccordo con il comune di Firenze e di Pistoia, in un’ottica di ‘Area vasta’”. Poi, è arrivato il Progetto ‘Indulto’ e la collaborazione con Italia Lavoro, con il quale si è attivata “una buona sinergia”, aggiunge Stancari. “L’ufficio ‘Inclusione’ del comune - spiega - interagisce costantemente con la provincia e il Sil in modo tale che si intercettano i fabbisogni del territorio, un’azione che ci permette di andare oltre l’intervento verso il singolo indultato”. Un altro aspetto che Stancari ci tiene a sottolineare è “la sinergia con gli organismi di volontariato come Arci, che gestisce una casa di accoglienza per ex detenuti, o la Caritas”. Insomma, una rete che ha funzionato, soprattutto in un momento in cui il settore tessile vive un momento di grande difficoltà.
14/04/2008
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