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Censis, Italia prima per numero progetti ‘Equal’ presentati
Tra i programmi europei a carattere sociale a cui l’Italia ha aderito con specifici progetti, un posto centrale nella programmazione ha svolto ‘Equal’, l’iniziativa contro le disparità e le diseguaglianze. Nel confronto internazionale, infatti, l’Italia risulta essere il paese con il più elevato grado di partecipazione: con 696 progetti, pari a quasi il 21% del totale, si colloca al primo posto in Europa per numero di progetti finanziati, seguito dalla Francia (451 progetti, il 13,4%), dalla Spagna (388, pari all’11,6% del totale) e dalla Germania (239, il 7,1%). E’ quanto emerge dal ‘Rapporto sull’utilizzo dei finanziamenti tematici comunitari 2002-2006 in Italia’, realizzato dal Censis e commissionato dal dipartimento per le Politiche Comunitarie della presidenza del Consiglio dei Ministri e presentato a Roma.
Il rapporto prende, poi, in considerazione, la parte del 6° Programma Quadro riguardante le ‘Attività specifiche per le pmi’, con cui l’Unione ha finanziato (per un valore di 430 milioni di euro su un budget complessivo di 17,5 miliardi di euro) progetti di ricerca per il miglioramento dei prodotti e dei processi produttivi e per stimolare le imprese ad attivare percorsi di innovazione attraverso partnership con altre aziende o laboratori di ricerca. Un ambito in cui il tasso di successo italiano risulta piuttosto ridotto. Solo il 13,1% delle domande di finanziamento è stato accolto dall’Unione europea, infatti, ponendoci agli ultimi posti in classifica, lontani da Paesi industrializzati con forti similarità con l’Italia, ma anche a distanza da nuovi entranti come Malta, la Lettonia, l’Estonia e la Lituania.
Anche il tasso di successo finanziario è stato dell’11,8%, piuttosto basso rispetto alla media generale, ma soprattutto rispetto a Paesi come la Gran Bretagna, l’Irlanda e l'Olanda.
TRA I PRIMI CONTRIBUENTI SU TEMA COOPERAZIONE
Sono 1.478, poi, secondo il Censis, i progetti europei dell’area Società dell’informazione che prevedono la partecipazione di almeno un partner italiano come capofila o come partner, per un finanziamento totale pari a più di 866 milioni di euro. Vale a dire che è ‘italiano’ il 9,8% dei progetti finanziati in questa area (con un valore medio di progetto di 586mila euro) e l’11% circa del budget comunitario 2000-2006 degli otto programmi presi in considerazione finalizzati alla creazione e al rafforzamento di una società dell’informazione europea.
Nell’ambito della ricerca e sviluppo sui temi dell’energia e dell'ambiente, nel 6° Programma Quadro 2002-2006 ‘Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi’ (budget totale di 2,4 miliardi di euro) l’Italia è riuscita a catalizzare 212 milioni di euro (l’8,7% delle richieste finanziarie in negoziazione), collocandosi al quinto posto in Europa, dopo Germania, Regno Unito, Francia e Olanda. L’Italia, inoltre, è uno dei primi contribuenti dell’Unione europea ma non è uno dei primi beneficiari dei fondi che questa mette a disposizione sul tema della cooperazione.
Ad esempio, nel programma ‘Ed’, rivolto ad azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, il tasso di successo italiano è del 16,4% e nel programma ‘Pvd’, che finanzia azioni nei paesi in via di sviluppo, l’Italia ha un tasso dell’8,8%. Questi dati, si legge nel Rapporto Censis, rivestono una valenza critica soprattutto se si osserva che spesso l’Italia è il Paese che candida il maggior numero di progetti.
16/04/2008
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