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Da regioni linee guida per stima costi sicurezza negli appalti pubblici
Saper valutare con esattezza i costi della sicurezza negli appalti pubblici e nella realizzazione delle grandi opere, istituendo al contempo dei criteri omogenei su tutto il territorio nazionale e un efficace coordinamento tra le Regioni. Questo l’obiettivo dei due manuali operativi in tema di sicurezza e appalti, approvati recentemente dalla Conferenza delle Regioni. I manuali sono stati realizzati da Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) e hanno collaborato alla loro stesura, condividendone i contenuti, anche i rappresentanti delle amministrazioni statali, degli ordini professionali, le associazioni imprenditoriali e sindacali.
“Linee guida per la stima dei costi della sicurezza nei contratti pubblici di forniture o servizi” e “Linee guida per il coordinamento della sicurezza nelle Grandi Opere”: questi i titoli dei due testi. Il primo tratta del nuovo e poco conosciuto obbligo in tema di sicurezza nei contratti pubblici di servizi e forniture determinato dall’art. 8 della legge 3 agosto 2007, n. 123 (Testo unico sicurezza sul lavoro). L’obiettivo della guida è quello di fornire uno schema di riferimento per tutte le stazioni appaltanti, che orienti prima di tutto i tecnici delle amministrazioni e i responsabili sicurezza dei datori di lavoro in modo da dare una risposta corretta e omogenea, su tutto il territorio nazionale, agli adempimenti fissati dalla legge.
Per servizi e forniture, infatti, manca una norma consolidata relativa al calcolo dei costi contrattuali della sicurezza, che devono essere specificatamente indicati nei bandi di gara, risultare congrui rispetto all’entità e caratteristiche dell’appalto e non soggetti a ribasso d’asta. In particolare, nel campo degli approvvigionamenti pubblici, l’amministrazione, nell’esternalizzare l’attività e la responsabilità nei confronti di terzi operatori economici, avrà il compito di creare un assetto informativo e di valutazione dei rischi tale da creare un coordinamento con l’operatore economico, assumendosi responsabilità dirette nei confronti dei propri dipendenti e responsabilità solo indirette nei confronti dei dipendenti del terzo che svolge l’attività richiesta.
Il secondo testo, ‘Linee guida per il coordinamento della sicurezza nelle Grandi Opere’, completa il quadro di riferimento in materia di sicurezza per tutte le tipologie di opere pubbliche. In particolare, il documento tratta del coordinamento della sicurezza nelle grandi opere pubbliche per la realizzazione di infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi. Opere caratterizzate da particolare complessità organizzativa considerato che la realizzazione avviene di norma attraverso più cantieri organicamente connessi e coordinati da un unico committente. La guida intende migliorare l’efficacia proprio delle attività di coordinamento fra le imprese esecutrici e nei rapporti fra gli attori della prevenzione, analizzando alcune criticità di tali sistemi sia in fase di progettazione che di esecuzione dell’opera.
Uno degli aspetti critici che la guida tratta riguarda le figure del Responsabile dei lavori, del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (Csp) e del Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione (Cse). Tali operatori non devono dipendere dalle imprese, ma essere nominati dal committente a cui rispondere direttamente per garantire un migliore controllo e svolgere con maggiore efficacia e indipendenza il proprio ruolo ed attività. Il manuale ha l’obiettivo di contribuire a rendere più efficaci le misure a salvaguardia della sicurezza dei lavoratori su particolari tipologie contrattuali che non sempre si coordinano con le norme in materia di sicurezza cantieri (494/96, 626/94).
Fa proprie, inoltre, esperienze positive attivate da alcune Regioni per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali: Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana, con l’Osservatorio Monitor, e la Regione Piemonte con ORME-TAV, attraverso i quali è possibile monitorare efficacemente l’andamento dei lavori, del fenomeno infortunistico e l’efficacia delle iniziative di prevenzione attivate.
18/04/2008
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