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Miceli (Enpacl), più autonomia con la firma del ‘Memorandum’
“In questi due anni abbiamo ‘tallonato’ il ministero del Lavoro, affinchè alcune delle questioni aperte da anni, riguardanti il ‘sistema’ della previdenza privatizzata, potessero finalmente trovare soluzione”. Così Vincenzo Miceli, presidente dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i Consulenti del lavoro (Enpacl), illustra a LABITALIA il ‘Memorandum’ sottoscritto tra il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale con l’AdEPP (Casse di previdenza per i liberi professionisti) per il riordino organico della normativa che disciplina gli enti previdenziali privati.
“Un buon risultato - commenta - è stato raggiunto con la Finanziaria 2007. Da allora, le Casse possono contare su ambiti di autonomia normativa effettivi e più ampi. Possono così adottare tutte le misure di modifica dei propri sistemi previdenziali, non solo di carattere parametrico, ma anche strutturale. La fine anticipata della legislatura ha interrotto un dialogo che avrebbe potuto portare a risolvere altri punti controversi”. Per Miceli, “il ‘Memorandum’ rappresenta la summa degli argomenti sul tavolo, che l’AdEPP riproporrà al nuovo esecutivo, non appena insediato”.
“Le soluzioni delineate - sostiene - rappresentano per noi un punto equilibrato per le prospettive delle Casse. Il dialogo con il nuovo ministro del Lavoro non partirà da zero”.
LE CASSE NON HANNO NULLA DA NASCONDERE
“Il ‘Memorandum’ - afferma il presidente Enpacl - non prevede ulteriori controlli, bensì la specializzazione degli attuali. Le Casse non hanno mai rifiutato i controlli stabiliti dalla legge a garanzia dei diritti costituzionali degli associati. E’ giusto mantenere la vigilanza e l’approvazione ministeriale sulle delibere che modificano il sistema contributivo-previdenziale. E’ però opportuno che i metodi di analisi dei portafogli finanziari, ad esempio, si basino su metodi di analisi scientifici, e non amministrativi. Le Casse - rimarca - non hanno nulla da nascondere: da 14 anni operano esclusivamente nell’interesse dei liberi professionisti associati e perciò non temono alcun tipo di controllo, soprattutto se esercitato da strutture specializzate e in forma collaborativa”.
“Il passo avanti che è stato compiuto - osserva - è rappresentato dall’aver sottoscritto il comune obiettivo di passare a un sistema di tassazione avanzato, più vicino all'Europa, che risolva l’iniquità di subire l’imposizione dell’Ires, quella sui proventi derivanti dalla gestione del patrimonio e di essere soggetti passivi Iva. Già il precedente governo aveva previsto genericamente, in una legge delega, un sistema più favorevole per le Casse. Purtroppo, non si è mai arrivati alla relativa traduzione in decreto legislativo. Stavolta abbiamo potuto mettere nero su bianco la posizione dell’AdEPP e vederla riconoscere nel dettaglio dal governo”.
ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INSUFFICIENTI A GARANTIRE PENSIONI DIGNITOSE
Gli iscritti delle Casse, anche i Consulenti del Lavoro, reclamano “pensioni troppo ‘magre’”. “Le attuali aliquote contributive - ribadisce Miceli - sono insufficienti a garantire pensioni dignitose, a prescindere dal metodo di calcolo utilizzato. Anzi, proprio quelle Casse, come l’Enpacl, che non adottano il contributivo sono in grado di fornire pensioni ben maggiori a quelle cui si avrebbe diritto correlando il versato con la prestazione. Ciò deriva certamente da favorevoli fattori attuariali, ma dobbiamo dire grazie anche alla buona gestione delle Casse dopo la privatizzazione.
Nel protocollo dell’8 aprile si stabilisce una correlazione tra aliquota contributiva integrativa e soggettiva, ossia tra contribuzione proveniente dalla clientela e quella tratta direttamente dal proprio reddito. E’ una novità assoluta che, quando il nuovo Esecutivo avrà tradotto in legge, consentirà di incrementare i montanti e, conseguentemente, le pensioni”. “In ultimo - continua il presidente Enpacl - l’annosa questione dell’elenco Istat nel quale le Casse vengono riportate tra le pubbliche amministrazioni per il rispetto del Patto di stabilità su alcuni voci di spesa. In barba alla privatizzazione. Come AdEPP, abbiamo già avuto un importante riconoscimento della bontà della nostra posizione avversa a tale provvedimento, grazie alla recente sentenza del Tar del Lazio. Il ‘Memorandum’, firmato da un ministro della Repubblica, definisce poco adeguata l'introduzione di tali forme di controllo diretto sulla spesa, perchè limitativi dell’acquisita autonomia”. “Dovrà essere una naturale conseguenza da parte del Parlamento - conclude Vincenzo Miceli - escludere con una apposita legge le Casse dai vincoli di finanza pubblica. A meno che non si voglia fare passi indietro. Noi confidiamo non solo nel protocollo ma anche nelle stesse buone intenzioni, più volte manifestate da autorevolissimi rappresentanti politici di ogni schieramento politico e non lasceremo nulla di intentato, in favore della previdenza dei liberi professionisti”.
22/04/2008
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