Anmil, un videoclip contro le morti bianche

Un videoclip contro il fenomeno degli infortuni sul lavoro al centro della campagna per la sicurezza sul lavoro organizzata in occasione del 1° maggio. A 5 mesi dalla presentazione della canzone scritta da Mariella Nava contro le morti bianche, l’Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro) ha offerto un contributo e in occasione appunto del 1° maggio ha presentato il videoclip e lo spot realizzati sulle note di ‘Stasera torno prima’ da Libero De Rienzo che attraverso i volti nuovi di Giulia Bevilacqua, Simone Corrente, Marco Foschi, Elio Germano, Francesco Inaudi, Lorenza Indovina, Luca Lionello e Anna Poglietta, è riuscito a dare un’ulteriore intensità e forza alla canzone. La campagna, che vuole parlare soprattutto ai giovani e ha avuto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e il patrocinio del Segretariato Sociale Rai, verrà messa a disposizione di tutte le emittenti televisive, dei circuiti cinematografici e dei portali e siti web che vorranno contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica e dare forza alla cultura della prevenzione.

“Il videoclip - ha detto il presidente Anmil, Pietro Mercandelli - rappresenta un altro degli strumenti che l’associazione mette a disposizione di tutti per contribuire alla crescita della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, con la convinzione che l’affermazione e il radicamento di una tale cultura siano elemento indispensabile per sconfiggere la piaga degli infortuni sul lavoro. Per quanto ci riguarda, noi non siamo contro. Contro i lavoratori o contro gli imprenditori. Noi siamo per le intese, per la comprensione dei problemi reciproci, per la condivisione, per una convivenza non conflittuale sui luoghi di lavoro. Ma siamo anche per adeguate sanzioni per chi non rispetta la legge”.

Mercandelli ha poi ricordato i dati del ministero dell’Interno: nel 2006 sono stati 621 gli omicidi volontari commessi nel nostro paese e poco più di 2.100 quelli colposi, di cui 1.750 per incidenti stradali, ma i morti per incidenti sul lavoro e per malattie professionali, esclusi quelli cosiddetti in itinere, sono stati più di 1300. Le lesioni dolose denunciate, sempre nel 2006, sono state 58.000 e le rapine poco più di 50.000, gli infortuni denunciati più di 900.000.

L’Anmil chiede prima di tutto l’avvio di un tavolo tra le parti sociali cui demandare, nell’arco dei prossimi nove mesi, la serena analisi del provvedimento varato dal governo uscente, il monitoraggio sulla sua applicazione e i suoi effetti, ma anche l’elaborazione di proposte di modifica e integrazione, sulla cui base il governo potrà valutare l’opportunità di un provvedimento migliorativo del testo attuale. In secondo luogo, chiede la costituzione di un osservatorio tecnico che definisca le modalità di raccolta e diffusione dei dati sugli infortuni nei luoghi di lavoro.


28/04/2008
 
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