Lazio, da progetto ‘Varco’ consulta sviluppo capitale umano

Dar vita a una Consulta permanente capace di promuovere e consolidare le iniziative per lo sviluppo del capitale umano. E’ l’appello lanciato al convegno ‘La valorizzazione delle risorse umane nel modello Varco. I risultati del progetto’, organizzato da Confservizi Lazio, e dagli assessorati regionali all’Istruzione, Diritto allo studio e Formazione e al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili. Il progetto ‘Varco’ (Valorizzazione, adeguamento, riconoscimento competenze degli occupati), finanziato dalla regione Lazio con il contributo del Fondo sociale europeo e del ministero del Lavoro, nell’ambito del programma Equal, ha puntato a contrastare i principali fenomeni di emarginazione ed esclusione dalla vita lavorativa e produttiva nelle aziende che erogano servizi pubblici locali, individuando le modalità con le quali rimuovere le ‘patologie’ che ne sono alla base e cercando di sviluppare azioni finalizzate tanto a innovare, integrare e flessibilizzare l’offerta di orientamento e formazione rivolta ai lavoratori, quanto a valorizzare le modalità di lavoro in rete.

TIBALDI, FAVORIRE FASCE DEBOLI ATTRAVERSO INTERVENTI MIRATI

“Penso che la grande intuizione - ha detto Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro della regione Lazio - sia stata quella di lavorare su aziende di servizi pubblici, dal momento che il cittadino ha bisogno di avere una risposta immediata proprio dai servizi pubblici. In un’epoca contrassegnata da profondi cambiamenti del mercato del lavoro - ha continuato - il progetto ‘Varco’ svolge un ruolo strategico nella valorizzazione delle risorse umane operanti nei servizi pubblici locali maggiormente permeabili alle trasformazioni strutturali del tessuto economico, come i trasporti, l’industria, il commercio e l’area dei servizi alle imprese. Il piano - ha precisato - intende favorire le fasce più deboli del mercato del lavoro attraverso interventi mirati finalizzati all’innovazione nell’offerta di orientamento e formazione professionale”.

“Per questo - ha concluso Tibaldi - il progetto utilizza le modalità di lavoro della rete, che permettono ai beneficiari l’uso di nuove tecnologie della comunicazione e della formazione a distanza. In questo modo, si vogliono superare i fattori oggettivi e soggettivi che determinano discriminazione e disparità nel lavoro e che creano un reale rischio di emarginazione nell’accesso alle nuove opportunità di apprendimento”.

COSTA, SVILUPPO COMPETENZE E' PREMESSA QUALIFICAZIONE OCCUPAZIONE

Al convegno ha preso parte anche l’assessore all’Istruzione e Formazione del Lazio, Silvia Costa, secondo cui “lo sviluppo delle competenze è la premessa della qualificazione dell’occupazione, della mobilità dei lavoratori anche al di fuori del territorio regionale, del rafforzamento e della stabilizzazione del lavoro”. “E’ questa - ha continuato - la priorità che la nostra regione si è data nell’ambito dell’apprendimento lungo l’arco della vita, rivolto soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, che spesso non si avvalgono delle opportunità formative”.

“Insieme all’assessorato al Lavoro - ha concluso Costa - abbiamo voluto finanziare questo progetto che, sperimentando il Dossier individuale per la trasparenza degli apprendimenti, costituisce un importante strumento sia per i lavoratori che per le aziende. Una certificazione dell’attività formativa e dell’aggiornamento delle competenze che costituisce una premessa del libretto formativo, che la nostra regione è impegnata, con altre, a realizzare”.

LABARILE, SUCCESSO PROGETTO LEGATO AD ASPETTO QUALITATIVO

Secondo Giuseppe Labarile, presidente di Confservizi Lazio, “il successo del progetto è legato all’aspetto fortemente qualitativo del progetto stesso”. “Ora occorre dimostrare - ha detto - un approccio diverso rispetto a quello avuto finora e puntare senza riserve su una politica di sviluppo del capitale umano presente all’interno delle aziende, valorizzando e rendendo trasparente il patrimonio di competenze che esse portano con sé lungo tutto l’arco della vita lavorativa. Per questo motivo - ha concluso - credo che abbiamo lavorato bene alla costruzione di un’esperienza che ci auguriamo venga valorizzata e replicata estendendo alle altre aziende il modello ‘Varco’ appena sperimentato”.

Per Franco Dore, segretario regionale Uil Lazio, la partecipazione del sindacato al progetto è stata “un’esperienza collaborativa con le aziende e con gli interessi comuni delle aziende che vi hanno partecipato”. “Il progetto - ha ricordato - partiva dalla constatazione di un mercato del lavoro che vedeva, nello stesso territorio, fenomeni di difficoltà di inserimento lavorativo dei giovani e fenomeni di espulsione anticipata dal mercato del lavoro. Con ‘Varco’ abbiamo cercato di capire meglio questi fenomeni”.


30/04/2008
 
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