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Anche consulenti lavoro certificano regolarità versamenti
Dal 15 giugno, nell'ambito del nuovo sistema della responsabilità solidale tra appaltatori e subappaltatori, i consulenti del lavoro potranno asseverare la regolarità dei versamenti fiscali e contributivi delle aziende assistite. Si tratta di una misura prevista da un decreto ministeriale che dà attuazione ai contenuti della legge 248/2006 (Visco-Bersani), che prevede infatti, per le imprese che appaltano a subappaltatori opere o servizi, la responsabilità in solido tra di essi per i versamenti fiscali e contributivi dovuti in relazione ai rapporti di lavoro utilizzati nell'appalto. L'affidamento della funzione di asseverazione ai consulenti del lavoro va nella direzione dello snellimento delle procedure burocratiche, con conseguente riduzione dei casi in cui sarebbe necessario l'intervento diretto per la verifica immediata dei requisiti. Per adempiere a quanto richiesto dalla legge, le imprese potranno, dunque, in alternativa: attestare la regolarità dei versamenti consegnando copia dei modelli F24 con allegata dichiarazione sostitutiva di notorietà, elenco analitico dei lavoratori e il Durc, oppure farsi asseverare la regolarità dei versamenti fiscali e contributivi da parte di un consulente del lavoro. I 23.000 consulenti del lavoro iscritti presso i Consigli provinciali degli Ordini gestiscono circa l'80% degli oltre 11 milioni di rapporti di lavoro esistenti in Italia.
CALDERONE, ORDINI HANNO FUNZIONI PUBBLICHE
“Gli ordini professionali hanno funzioni pubbliche perché si estrinsecano in una delega di funzioni da parte della Pubblica amministrazione”. Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, commenta con LABITALIA l'entrata in vigore della norma che attribuisce anche ai consulenti la funzione di asseverazione. “Sulle nuove attribuzioni ai consulenti - prosegue Calderone - ci stiamo muovendo già da tempo e non a caso abbiamo proposto che i consulenti siano anche tra i soggetti autorizzati a rilasciare il Durc”. Quello che Calderone sottolinea è la terzietà dei professionisti che rappresenta. “Abbiamo una funzione che non e' di parte - ribadisce - ma siamo terzi rispetto al datore e al lavoratore. Nei nostri studi, abbiamo tutti i mezzi per poter certificare la correttezza nei rapporti di lavoro e di quelli che sono gli adempimenti fiscali e contributivi nel rapporto di lavoro”. Insomma, “i consulenti si fanno garanti anche del rispetto delle leggi”. Per questo, “l'utilizzo di una prestazione di un professionista e' un'azione che va a supporto della Pubblica amministrazione”, continua Calderone, citando anche un esempio: “L'informatizzazione dei pagamenti fiscali e contributivi - dice - è stata fatta in Italia grazie ai professionisti dell'area economica, ossia commercialisti e consulenti del lavoro”. Accade sempre più spesso, quindi, che i consulenti del lavoro “si stiano sostituendo alla Pa”. Perciò, “i politici devono comprendere che, in cambio di questo sacrificio, va valorizzato il ruolo delle professioni, ad esempio eliminando gli adempimenti inutili”.
05/05/2008
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