A Roma l’assemblea Consigli provinciali consulenti del lavoro

Un ordine nazionale composto da 23mila professionisti attivi in tutta Italia, fortemente radicato sul territorio, con una grande coesione interna e preparato ad affrontare le sfide imposte dai continui cambiamenti del mercato del lavoro. Ma anche un ordine che lamenta l'eccessiva burocrazia del nostro paese sugli adempimenti legati alla gestione dei rapporti di lavoro e che chiede al neo-ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per prima cosa, la semplificazione delle norme. E' il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del lavoro che, a Roma, all'hotel Aran Mantegna, ha riunito l'assemblea annuale dei consigli provinciali dell'Ordine.

I lavori si sono aperti nel ricordo di Giuliano Gardoni, già presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine, scomparso recentemente e definito dall'attuale presidente, Marina Calderone, “vera rappresentazione dell'anima della nostra professione”. Nella sua relazione introduttiva, Calderone ha sottolineato che “gli ordini professionali sono una parte dello Stato perché hanno una delega di funzioni molto delicate”. “In questi giorni - ha ricordato Calderone - stiamo combattendo con un software di controllo del modello 770 che non funziona. La nostra categoria ha dovuto chiedere una proroga e molto probabilmente la scadenza slitterà al 10 luglio”.

“Ogni giorno - ha aggiunto Calderone - con il nostro lavoro, cerchiamo di far comprendere le norme ai nostri clienti, imprese e lavoratori. Cerchiamo di spiegare la 'ratio' della norma, anche se talvolta è una 'ratio' che sfugge anche a noi”. Calderone ha molto insistito sull'affollamento legislativo che affligge il nostro paese. “In Inghilterra ci sono 5mila leggi, in Germania - ha detto - c'è una sola legge per il lavoro, in Italia non sappiamo più neanche quante norme abbiamo e le leggi sul lavoro non entrano in un Dvd molto capiente”.

“Accade spesso - ha proseguito Calderone - che i burocrati prendano il sopravvento sui tecnici e, come Consiglio nazionale dell'Ordine, abbiamo lavorato molto per rappresentare al ministero del Lavoro le reali necessità. Noi siamo impegnati innanzitutto in una battaglia di civiltà giuridica”. Calderone ha poi citato anche la neo-presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “Ho sentito con piacere che ha parlato delle stesse cose di cui sto parlando io - ha sottolineato - perché nei nostri ragionamenti c'è un filo conduttore ed è quello di capire che cosa sta succedendo e lavorare per il nostro Paese, confrontandoci con tutti gli altri interlocutori, innanzitutto lo Stato”.

Calderone non ha tralasciato le sfide che attendono questa professione. “Secondo un sondaggio effettuato dalla nostra Fondazione Studi, nella nostra categoria il 90% degli studi è a monotitolarietà, l'età media dei titolari è di 47 anni e la stragrande maggioranza degli studi non sono stati ereditati ma sono stati aperti dal titolare stesso. Questo vuol dire che la nostra professione non vede un momento di ricambio e che si tratta di un settore fortemente individualista, che deve cominciare a fare rete creando una community di condivisione di esperienze”.

Altra sfida importante della categoria è quella della riforma della previdenza. “Il 70% delle nuove generazioni, dei nuovi ingressi nella professione - ha spiegato Calderone - è femminile. Un ingresso massiccio di donne nella nostra professione significa che bisogna ritarare la previdenza della categoria, perché noi colleghe abbiamo un reddito professionale inferiore del 30% a quello degli uomini. Questo fatto avrà delle ricadute sul sistema previdenziale, che occorre affrontare per tempo”. Infine, Calderone ha parlato del percorso di accesso alla professione. “C'è da fare una profonda riflessione - ha detto - sul rapporto con il mondo dell'università: 2.700 corsi di laurea non sono sufficienti a formare giovani preparati per la nostra professione. Per questo, il nostro obiettivo è di istituire, con il ministero dell'Università, un percorso all'interno del quale si individui un corso di laurea che prepari a una cultura di base della nostra professione”.


23/05/2008
 
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