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Padova, aziende hi-tech in Puglia a caccia di sinergie
E’ positivo il bilancio della due giorni d’incontri fra aziende padovane e pugliesi dell’hi-tech, promossa dal settore ‘Terziario avanzato’ di Confindustria Padova nell’ambito del ‘Progetto Mediterraneo Obiettivo Sud’. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Camera di commercio di Padova e Italia Lavoro, ha previsto la visita di alcune imprese padovane, appartenenti alla cosiddetta ‘Padova Valley’, a Bari e Lecce per prendere contatti e stringere rapporti commerciali con le aziende locali del settore.
La cosiddetta ‘Padova Valley’, il terziario avanzato padovano è infatti al primo posto in Veneto e all’ottavo in Italia per numero di addetti, densità d’imprese e competenze, e ha fatto rotta su Bari e Lecce per esportare un modello di eccellenza e puntare al mercato del Mediterraneo. Una decina le aziende coinvolte (Mip Engineering, Mycroft, Ar.Glo, Ufficio Brevetti, Serenissima Informatica, Wintech, Action, Euris, Faber Value, MB Scambi Culturali), che hanno incontrato oltre 50 imprese locali dei settori informatica, marketing, consulenza aziendale e logistica, che in Puglia hanno una forte vivacità. La scelta di Bari, infatti, non è casuale in quanto il numero di addetti nel terziario avanzato, collocano il capoluogo pugliese al nono posto a livello nazionale, facendone la ‘capitale’ del Sud per il settore.
POTTI, AVVIARE LO SVILUPPO DI PROGETTI PER IL MERCATO MEDITERRANEO
“L’idea di un progetto con il Sud per l’area mediterranea - ha spiegato Gianni Potti, presidente del Terziario Avanzato di Confindustria Padova - ha avuto l’appoggio del presidente nazionale di Confindustria servizi innovativi e tecnologici e l’adesione entusiastica dei colleghi delle tre province pugliesi. Ampio spazio è stato dedicato all’incontro one-to-one tra aziende, per condividere know how e avviare lo sviluppo di progetti per il mercato mediterraneo. In Puglia - ha aggiunto Potti - ma anche in altre regioni del Sud, è in atto un forte dinamismo nei servizi tecnologici ed è avvertita l’esigenza di creare aggregazioni e reti di imprese. Non a caso - ha concluso - abbiamo ricevuto inviti anche da altre regioni del Sud, come Calabria, Campania e Sicilia, che potrebbero essere le tappe di prossimi viaggi”.
La missione in Puglia è stata organizzata in stretta collaborazione con i locali presidenti del ‘Terziario avanzato’ di Confindustria, tra cui Domenico Favuzzi (Bari), che ha osservato: “Questa iniziativa è una delle azioni che stiamo portando avanti per creare sinergie in una logica di rete che sono essenziali per lo sviluppo delle imprese, soprattutto in un campo come quello dell’innovazione tecnologica”. Dello stesso avviso anche il collega leccese, Sebastiano Schito, che ha sottolineato come “creare opportunità di crescita per il mercato locale significhi rafforzare il tessuto produttivo della regione e favorire anche l’apertura di nuove nicchie di mercato in altre aree del paese”. Soddisfazione è poi espressa anche da Rita Marangio, del ‘Terziario avanzato’ di Brindisi, che evidenzia l’importanza di creare delle vere e proprie ‘cordate’ fra le azione di aree geografiche diverse che comportano notevoli vantaggi.
RILEVANTE SUPPORTO ISTITUZIONI LOCALI E AGENZIE TECNICHE
La creazione di ‘cordate’ tra imprese del Nord e del Sud e’ un’idea sostenuta anche dalle istituzioni locali, che hanno tutti gli strumenti per “assistere, attraverso i servizi per l’impiego, sia le imprese sia i lavoratori, con particolare riguardo nella fase di ricerca e selezione del personale”, come ha ricordato Adriana Margiotta, dirigente del settore Lavoro della provincia di Lecce, intervenendo ai lavori, e “sfruttando anche l’apporto delle agenzie tecniche, come Italia Lavoro, e le associazioni imprenditoriali, puntando non su una logica di delocalizzaizone ma di collaborazione e crescita reciproca per i territori”.
Nella sinergia fra imprese d’eccellenza e territorio investe molto anche Italia Lavoro, puntando su iniziative specifiche come, ad esempio, il progetto ‘Lavoro&Sviluppo’: il programma dei ministeri del Welfare dello Sviluppo economico che mira a promuovere l’inserimento nel mondo del lavoro di disoccupati e lavoratori svantaggiati delle regioni del Mezzogiorno, attraverso percorsi di formazione mirata tarati sui fabbisogni occupazionali delle imprese. Proprio per rispondere alle esigenze di alcune tipologie di aziende, particolarmente innovative, ‘Lavoro&Sviluppo’ ha ideato appositi strumenti formativi (i cosiddetti ‘Tirocini in loco Alta Formazione Plus’) che prevedono una fase di formazione off the job di massimo 160 ore (che comprendono fino a 64 ore di attività in aula e massimo 96 ore di project work), da svolgersi presso un’università o un ente di ricerca, cui segue un periodo di tirocinio on the job, direttamente in azienda. I percorsi, che possono avere una durata anche di sei mesi, riguardano per lo più tirocinanti provenienti da facoltà scientifiche e, a questo scopo, sono state realizzate delle partnership fra Italia Lavoro e diversi enti di ricerca tra cui, solo per citarne alcuni: il Politecnico di Bari; le Università di Salerno, Messina e Napoli ‘Federico II’, fino all’Università della Calabria.
Ad oggi sono in tutto 50 i ‘Tirocini in loco Alta Formazione Plus’ attivati da ‘Lavoro&Sviluppo’ che, giunto alla sua terza annualità, ha complessivamente realizzato 3.798 percorsi d’inserimento lavorativo, di cui 767 in mobilità geografica, e altri 712 sono partiti quest’anno, su un totale di 1.000 previsti per il 2008.
27/05/2008
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