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Ispesl, aumentare qualità certificata dei prodotti
Sicurezza sul lavoro e qualità certificata dei prodotti. Sono questi gli argomenti affrontati durante la 48° Assemblea generale del Ceoc International, la Confederazione di organizzazioni di ispezione e certificazione internazionale che rappresenta 30 organismi impegnati su questo fronte, pubblici e privati, di 20 Paesi europei, attivi in alcuni casi anche in 51 Paesi extraeuropei. E proprio la necessità di un marchio comune europeo che certifichi la sicurezza dei prodotti è stata ribadita durante l’incontro. L’iniziativa, che è stata organizzata per la prima volta a Roma dall’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), è stata aperta da Umberto Sacerdote, vicecommissario straordinario dell’Istituto, che ha sottolineato come le affinità e le prerogative dell’Ispesl e del Ceoc abbiano creato una forte e naturale sinergia tra le due istituzioni.
“Gli obiettivi comuni - ha spiegato - sono la promozione della sicurezza e della qualità e la tutela dell’ambiente attraverso l’attività di controllo e certificazione, la riduzione dei rischi di incidenti sui luoghi di lavoro per mezzo di buone prassi, il miglioramento della sicurezza degli impianti industriali, delle attrezzature di lavoro e delle macchine e il contributo allo sviluppo normativo e alla relativa documentazione attraverso gli organi di normazione europei (Cen Cenelec) e internazionali (Iso)”. Umberto Sacerdote, inoltre, ha ricordato l’impegno dell’Ispesl nelle commissioni tecniche del Ceoc fin dalla sua fondazione, circa 50 anni fa, relativamente all’evoluzione delle direttive di prodotto, e nell'attivita' di organismo notificato per le direttive Ped, Tped, Atex e Spv. Sacerdote ha concluso quindi ricordando la realizzazione di una banca dati Ispesl, relativa alla sorveglianza del mercato delle macchine, come strumento per il controllo e un’efficace prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro.
MAZZOCCHI, NECESSARI NUOVI MARCHI DI QUALITA’ PER TUTELA CONSUMATORI
Vittorio Mazzocchi, direttore dipartimento Tecnologie di sicurezza dell’Ispesl, ha sottolineato uno dei temi oggetto dell’incontro: “La Commissione europea ha recentemente approvato il pacchetto d’intervento ‘Internal Market for woods package’ e quindi adesso il compito degli organismi tecnici sarà di tradurre questi principi in nuove norme. Inoltre, a dicembre dell’anno prossimo, entrerà in vigore la revisione della direttiva ‘macchine’, una delle più complesse e che con gli anni ha mostrato i limiti di essere stata approvata durante gli anni ‘90 quando ancora non c’era la globalizzazione”.
Altro argomento al centro dell’appuntamento, la validità dello strumento marchio ‘CE’: “E’ importante dare nuova forza al marchio ‘CE’ - ha spiegato Mazzocchi - che attualmente viene emesso dal costruttore al termine di un procedimento di certificazione, quasi di auto-certificazione. In questo modo, però, si ottiene solo un’indicazione che la procedura richiesta al produttore è stata seguita correttamente, e non si dà nessuna informazione al consumatore sulla qualità o sulla sicurezza del prodotto in questione. Adesso - ha concluso Mazzocchi - quindi si discute di creare, accanto al ‘CE’, per tutelare i consumatori altri marchi di qualità che diano direttamente ai consumatori un'idea sulla sicurezza effettiva di questi prodotti”.
RICCI, IN ITALIA NON ESISTE RAZIONALIZZAZIONE RISORSE DI CONTROLLO
“Quello di oggi - ha spiegato Federico Ricci, direttore del dipartimento Certificazione e conformità prodotti e impianti dell’Ispesl - è un momento importante di confronto tra i singoli funzionari ed enti internazionali. Il problema è che sul mercato vengono emessi molti prodotti non sicuri perchè non sono certificati, come ad esempio i giocattoli cinesi. Come Ispesl, siamo chiamati a certificare la cosiddetta ‘veridicità’ della sicurezza sugli apparecchi a pressione, attrezzature mobili e ascensori ma solo su richiesta. In Italia, non esiste una razionalizzazione delle risorse preposte ai controlli per la sicurezza. Il Testo unico, recentemente approvato, deve ‘aiutare’ a razionalizzare le forze in campo”.
“Nel nostro Paese - ha ribadito - si assiste al paradosso che chi ha le competenze (come l’Ispesl) non ha il potere di ispezione e chi ha il potere non ha le competenze tecniche adeguate. Non dimentichiamo che l’Istituto ha ben 500 tecnici suddivisi nei 30 dipartimenti disseminati per tutta Italia”.
Per Ricci, “il potere politico dovrebbe puntualizzare chi fa che cosa, intervenendo anche sulla precarietà contrattuale dei dipendenti Ispesl”. “Il nostro - ha rimarcato - è un lavoro strutturato da un sistema di controlli e da norme ben precise in materia di igiene del lavoro”.
THIONE, SERVE SISTEMA CERTIFICAZIONE COMUNE
“In materia di sicurezza - ha affermato Lorenzo Thione, presidente Ea (European Cooperation for Accreditation - esistono due funzioni fondamentali: il controllo della qualità del prodotto e la sorveglianza che sul mercato i prodotti siano conformi alle norme esistenti. La conformità di un prodotto a determinate regole di sicurezza è essenziale per promuovere la competitività del sistema economico e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini come la salute sui luoghi di lavoro. In Europa, il sistema funziona abbastanza bene e i prodotti sono egualmente affidabili. Il vero problema è la Cina le cui autorità non riescono a controllare la produzione di un territorio così vasto”.
“Per l'introduzione di un unico marchio ‘CE’ (Comunità europea) - ha continuato Thione - bisogna capire se si vuole realizzare un marchio che rappresenti un minimo di reale garanzia oppure se si devono fornire altri marchi che rischiano però di disperdersi in mere etichette promozionali. Serve un sistema di controllo un pò più serio ed efficace per attuare una concreta sorveglianza di mercato. Dovremo avere un sistema di certificazione comune e poi ogni Paese dovrebbe assumersi l'onere di verificarne l’attuazione”.
Christel Schaldemose, membro del Pse nel Parlamento europeo, ha evidenziato la necessità di cambiamento a livello europeo nel campo della sicurezza e della qualità dei prodotti: “Molto deve cambiare - ha osservato - nella legislazione europea per avere una maggiore sicurezza, e questo si può avere solo con maggiori controlli dei marchi”.
Schaldemose ha sottolineato poi l’importanza del lavoro del Ceoc e delle sue attività: “Il lavoro del Ceoc - ha detto - è molto utile perchè mette insieme diverse voci e diverse esperienze, in modo da avere una visione più completa delle problematiche”.
26/05/2008
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