Isfol, in Italia accreditate 8.457 sedi per formazione

Accreditamento dei servizi formativi: dopo la prima fase del periodo 2000-2006, nuove sfide attendono le regioni, responsabili degli elenchi degli organismi autorizzati a erogare formazione. L’Isfol ha presentato a Roma la fotografia della realtà italiani del sistema dell’accreditamento: un Paese a più velocità, in cui emergono sostanzialmente 3 modelli regionali di ‘base’. Nel corso del 2007, le sedi accreditate sul territorio nazionale risultano essere pari a 8.454, con una distribuzione territoriale che evidenzia una maggiore concentrazione nelle aree del Centro-Nord (5.881) rispetto alle aree del Sud (2.573). A livello regionale, la maggiore concentrazione si riscontra il Piemonte, Lombardia, Lazio,. Toscana, Sicilia. Quello dell’accreditamento, dice l’Isfol, è un sistema in evoluzione: gli organismi storici della formazione vengono affiancati da nuovi soggetti, aumenta la qualità dei formatori (nel 2006, il 60,8% è laureato e la maggior parte sono donne), sta per partire il primo data base nazionale delle sedi e degli organismi formativi accreditati. Inoltre, chiusa la fase di start up, sta per iniziare l’accreditamento di seconda generazione, dopo la sigla dell’accordo Stato-Regioni lo scorso 20 marzo.

MODELLI PIÙ AVANZATI NELLE REGIONI SVILUPPATE

L’Isfol ha elaborato e poi sperimentato un modello di analisi delle organizzazioni che erogano servizi formativi, utilizzando come chiave interpretativa il fenomeno dell’accreditamento. Sono stati, quindi, individuati tre ‘modelli generali’ (idealtipi) di sistemi di accreditamento, ognuno dei quali associato a un preciso contesto territoriale: avanzato, intermedio e in ritardo. C’è una stretta correlazione, dice l’Isfol, tra dinamismo socio-economico e dinamismo del sistema formativo, al punto che i dispositivi di accreditamento più evoluti (modello avanzato) si attuano nei territori economicamente più sviluppati. Viceversa, laddove le dinamiche socio-economiche sono più statiche (quasi tutte le regioni ex-Obiettivo 1), prevale il modello di accreditamento ‘in ritardo’ a fronte di un’offerta formativa tradizionalmente più debole a tradursi in strumento per lo sviluppo socio-economico. Nel modello ‘avanzato’ prevalgono i soggetti storici della formazione, il cui numero si riduce gradualmente nel modello intermedio e successivamente in quello in ritardo, a favore di un sistema che si è aperto a nuovi soggetti provenenti da comparti contigui come quello del Terzo settore, dell’istruzione e della produzione-lavoro. Ciò che emerge è un quadro nuovo, composto da una platea di soggetti anch’essa mutata rispetto al passato: più variegata, giovane e meno specializzata nei modelli ‘intermedio’ e in ‘ritardo’, più selezionata a favore del comparto tradizionale e della specializzazione nel modello ‘avanzato’.

AL VIA PRIMO DATA BASE NAZIONALE

Il ministero del Lavoro e il Coordinamento delle regioni hanno incaricato l’Isfol, Area Risorse Strutturali e Umane dei Sistemi Formativi, insieme a Tecnostruttura, di lavorare al nuovo modello nazionale di accreditamento che si è tradotto nell’Accordo Stato-Regioni, siglato lo scorso 20 marzo. L’obiettivo è quello di garantire un livello qualitativo dell’offerta formativa omogeneo su tutto il territorio nazionale, a partire dall’individuazione degli standard minimi che le regioni e province autonome possono innalzare ed arricchire in base alle caratteristiche e alle esigenze di apprendimento espresse dal proprio territorio. Il nuovo modello elaborato, quindi, caratterizza l’accreditamento non più come strumento per accedere ai fondi comunitari, nazionali o regionali, ma piuttosto come processo in grado di garantire la qualità dei servizi formativi. L’Isfol ha anche presentato il primo data base nazionale delle sedi e degli organismi formativi accreditati. Si tratta di un archivio esaustivo contenente dati sugli organismi e sulle singole sedi che hanno ottenuto l’accreditamento entro il 31 dicembre 2005. La banca dati sarà disponibile sul portale dell’Isfol. Inoltre, l’Isfol, Area Risorse Strutturali e Umane dei Sistemi Formativi, ha comunicato lo scambio di buone prassi con la Romania, nell’ambito di un progetto europeo (‘Quality assurance in continuing vocational training’). Il programma si propone di garantire la qualità della formazione continua in Romania, attraverso la partecipazione di una serie soggetti, ognuno per le proprie aree di competenza. L’Isfol ha il compito di definire un sistema di standard minimi a garanzia della qualità nei servizi di formazione continua, mentre il partenariato rumeno elaborerà un sistema di formazione e certificazione degli operatori della formazione.


30/05/2008
 
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