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Lazio, occupato il 56% dei laureati pre-riforma
A distanza di un anno dalla laurea, il 56% dei laureati pre-riforma delle università del Lazio ha trovato lavoro, contro il 53% della media nazionale. Questo il dato più rilevante che emerge dall’approfondimento realizzato da Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati degli atenei del Lazio che aderiscono al Consorzio Interuniversitario: Cassino, Roma-Campus BioMedico, Roma La Sapienza, Roma Lumsa, Roma Tre e Tuscia, e presentato durante la XIX edizione del ‘Job Meeting’. L’indagine, che coinvolge 5.080 laureati pre-riforma della sessione estiva 2006 e i 12 mila laureati di primo livello del 2005 degli atenei coinvolti, rileva inoltre che il 20% dei laureati è ancora in formazione e un quarto è in cerca di occupazione (24% contro il 26% della media nazionale).
Negativo, rispetto alla media nazionale, è invece il dato sulla stabilità lavorativa dei laureati della regione. A un anno dalla laurea, sono stabili 34 laureati su cento, contro il 39% del panorama nazionale. Rispetto al complesso dei laureati, risulta inferiore di due punti percentuali, infatti, la quota di laureati autonomi (il 10% contro il 12% della media) e quella di lavoratori a tempo indeterminato (25% contro il 27%). Mentre la percentuale dei neolaureati con un contratto atipico supera di tre punti il livello nazionale: 51% contro il 48% del complesso dei laureati. Elevato il numero di contratti di collaborazione con una percentuale superiore di 7 punti alla media nazionale (28% contro il 21%), rispetto a una minore diffusione dei contratti a tempo determinato (18% contro il 22%). Per quanto riguarda i compensi, la media risulta leggermente inferiore a quella nazionale e anche in questo caso a pesare sono le collaborazioni. Infatti, a un anno dalla laurea i laureati hanno in busta paga 1.016 euro mensili netti contro i 1.040 della media nazionale.
Per quanto riguarda i laureati triennali post-riforma, l’indagine tiene conto del fatto che è complesso stabilirne le tendenze del mercato del lavoro per due motivi: manca la possibilità di un’analisi a tre e a cinque anni e inoltre si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, e rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro. Comunque, dai dati raccolti emerge che lavorano poco meno di 44 neolaureati su cento (la media nazionale è del 49%). Il 68% dei laureati continua gli studi frequentando la laurea specialistica. Di questi, il 49% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica (contro la media nazionale del 43%), mentre il 20% studia e lavora.
04/06/2008
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