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Dibattito su riorganizzazione sistema previdenziale pubblico
E’ necessario riorganizzare il sistema previdenziale pubblico, senza però ricorrere all’accorpamento degli enti previdenziali. E’ quanto è emerso nel corso del convegno di presentazione dello studio ‘Il sistema di previdenza pubblica in Italia: senario attuale ed evoluzioni possibili’, promosso da Accenture e condotto dall’Università degli Studi di Roma Tre. Hanno partecipato all'incontro, patrocinato dal Cnel, oltre a Lidia D’Alessio, ordinario di Economia Aziendale di Roma Tre e curatrice dell'indagine, il senatore Francesco Maria Amoruso, il direttore generale Inail, Alberto Cicinelli, il presidente Civ Inps, Franco Lotito, e il presidente Inpdap, Marco Staderini.
“Il lavoro - ha detto aprendo il convegno Amedeo Croce, vicepresidente della VI commissione Politiche sociali e ambientali del Cnel - oltre ad offrire l’occasione per misurare lo stato dell’arte del sistema previdenziale italiano fornisce utili elementi di confronto con le altre realtà europee”.
“Negli ultimi anni - ha ricordato Lidia D’Alessio - la parte assistenziale della spesa previdenziale è rimasta costante, quella pensionistica è diminuita e quella sanitaria è, invece, aumentata. La rigidità del sistema italiano è dovuta principalmente all’invecchiamento della popolazione, al crescente sbilanciamento del rapporto tra contribuenti e beneficiari delle coperture assicurative e all’aumento del Pil meno che proporzionale all’aumento della spesa pensionistica”.
Ciò, secondo lo studio, richiede l’erogazione di un intervento pubblico complesso, lo sviluppo di un intervento di alto livello qualitativo orientato al soddisfacimento dell’utente, sia imprese che singolo cittadino, con caratteri di valorizzazione piena di tutte le risorse, soprattutto quelle umane.
CICINELLI (INAIL), PARLARE DI UN SISTEMA A RETE 'VERO'
“Parlare di privatizzazione degli enti previdenziali - ha affermato il senatore Amoruso - non è accettabile. E’ importante che la loro funzione rimanga sociale e gestita dallo Stato. Abbiamo un sistema previdenziale efficace che è un punto di riferimento a livello internazionale, però ci sono molte difficoltà a livello di efficienza. Quindi, più che parlare di accorpamento degli istituti, bisogna evidenziarne le diverse specificità. L’Enpals, ad esempio interessa un settore così particolare che avrebbe molte difficoltà ad essere inglobato nell’Inail, offrendo una minore tutela ai propri iscritti”. Per Amoruso, “assistiamo a una sovrapposizione inutile e costosa del sistema di controllo e bisogna riguardare alcuni costi come quello dei comitati”.
“Prima di fusione - ha ribadito Alberto Cicinelli, direttore generale Inail - dobbiamo parlare di un sistema a rete ‘vero’. Abbiamo delle vere e proprie zone grigie nei rapporti tra gli enti; per questo, bisogna chiarire il ruolo dando competenze ben precise. Il cittadino vuole che i diversi istituti funzionino alla stessa velocità. Peraltro, tra Inail e Inps già esiste una rete di relazioni con l'attivazione del ‘Contact Center’ integrato che fornisce informazioni e servizi on line su aspetti normativi, procedimentali e sulle singole pratiche”.
STADERINI (INPDAP), RIORDINO DEVE AVERE AL CENTRO SERVIZIO PER CITTADINO
Il presidente del Civ Inps, Franco Lotito, si è chiesto se “il governo abbia o meno intenzione di mettere mano al riordino degli enti previdenziali”. “In assenza della ripresa di un intervento nel sistema - ha rimarcato intervenendo al convegno del Cnel - è meglio procedere a un rapido rinnovo degli organi di vertice. Noi abbiamo proposto un progetto di diminuzione dei membri di comitato da 6.000 a 2.000, con un risparmio netto di 3,5 milioni di euro, ma tutto è rimasto impagliato nella rete della burocrazia”.
“I vertici dei diversi istituti previdenziali - ha ricordato Marco Staderini, presidente Inpdap - hanno avviato un lavoro comune per arrivare all’obiettivo dell'efficienza. Il riordino deve avere al centro il servizio per il cittadino che porterebbe anche un risparmio della spesa”.
06/06/2008
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