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Ilo, da aumento prezzi nuovi rischi sfruttamento lavoro minorile
L’impennata dei prezzi dei beni alimentari, e in generale le recenti tendenze dell’economia internazionale, se protratta nel tempo, potrebbe avere tra le sue conseguenze anche un aumento del lavoro minorile. Mettendo così a repentaglio la riduzione del fenomeno registrata negli ultimi anni. A sostenerlo è l’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), che nella sede di Roma ha promosso un incontro con la stampa in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile del 12 giugno. “L’impennata dei prezzi costituisce uno shock per le famiglie più povere, che per colmare il gap di reddito potrebbero essere costrette a ricorrere al lavoro minorile”, ha spiegato Furio Rosati, esperto internazionale di lavoro minorile e coordinatore del progetto ‘Ucw - Understanding Children’s Work’, promosso da Ilo, Banca mondiale e Unicef. La crescita dei prezzi delle derrate di base, infatti, potrebbe tradursi in un sostanziale aumento della povertà nei Paesi a basso reddito.
Un andamento che mette a rischio la tendenza alla riduzione del lavoro minorile, registrata per la prima volta dall’Ilo nel suo ultimo rapporto globale intitolato ‘Porre fine al lavoro minorile oggi è possibile’. Una tendenza che, se confermata, dice il rapporto, può addirittura far sperare nell’eliminazione delle forme peggiori di lavoro minorile entro il 2016. Il rapporto, infatti, sostiene che tra il 2000 e il 2004, a livello mondiale, il numero di lavoratori minorenni è sceso dell’11%, da 246 milioni a 218 milioni. Ma la diminuzione più importante si è registrata nei lavori pericolosi, con un calo generale del 26% nella fascia di età 5-17 anni, con 126 milioni di lavoratori minorenni nel 2004 invece di 171 milioni secondo le stime precedenti. Per la fascia di età 5-14 anni, la diminuzione nei lavori pericolosi ha raggiunto anche il 33%.
Il rapporto dell’Ilo attribuisce il merito di tali risultati a “un rinnovato e più dinamico impegno politico, a una maggiore consapevolezza e a un’azione concreta, specialmente per quanto riguarda l’adozione di misure per ridurre la povertà e per raggiungere l’obiettivo dell’istruzione per tutti”. Per questo, durante l’incontro Rosati ha ribadito l’importanza di proseguire su questa strada ma, ha avvertito, “se vogliamo realizzare gli obiettivi dell’iniziativa ‘Education for All’, è necessario aggredire il lavoro minorile con misure immediate ed efficaci, che da un lato riducano la vulnerabilità delle famiglie e, dall’altro, creino un sistema di incentivi per favorire l’abbandono del lavoro da parte dei bambini e il loro ingresso nell’istruzione”.
A queste e ad altre sfide l’Ilo e il progetto ‘Ucw - Understanding Children’s Work’ cercheranno di dare una risposta, monitorando l’andamento del lavoro minorile, studiandone il rapporto con gli shock sociali, le variazioni dei prezzi del cibo e le possibili soluzioni per rispettare l’appuntamento del 2016. Per l’Ilo, infatti, investire nell’istruzione costituisce la risposta giusta al lavoro minorile. ‘Ucw - Understanding Children’s Work’, sostenuto da Italia (Cooperazione italiana allo sviluppo), Norvegia e Stati Uniti, vede Ilo, Banca Mondiale e Unicef unite proprio nello sforzo di conoscere le realtà e le dinamiche del lavoro minorile in vari Paesi, per poi proporre soluzioni e politiche basate su dati e analisi approfondite.
11/06/2008
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