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Isfol, al Sud 51,4% Pit in settore infrastrutture
Dei 144 Pit (Progetti Integrati Territoriali) approvati nelle 7 regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), 80 sono diventati oggetto di rilevazione effettuata dall'Isfol nel corso del 2006, per un totale di oltre 3.000 interventi. All'inizio del 2007, su un campione di 80 progetti monitorati, il 62,3% delle attività programmate risultava avviato ma non ancora concluso, il 22,8% non avviato e poco più del 14% risultava invece concluso con differenze evidenti nei vari territori interessati. All'interno del campione monitorato, è stata rilevata la tipologia degli interventi realizzati e la loro distribuzione nei vari contesti regionali. A questo proposito, risulta che la maggior parte delle attività (51,4%) si è realizzata nel settore delle infrastrutture, il 30,1% è risultato relativo a interventi in regime di aiuto e solo il 18,5% è stato dedicato alla valorizzazione delle risorse umane.
Emerge dai dati del terzo e ultimo monitoraggio quanti-qualitativo sui Progetti integrati territoriali (Pit), realizzati nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia curato dall'Isfol (Area Sistemi Locali ed Integrazione delle politiche). Il monitoraggio è stato presentato, a Roma, nel corso del seminario nazionale 'L'integrazione delle politiche per lo sviluppo locale'.
POCHI GLI INTERVENTI VOLTI ALLA PROMOZIONE OCCUPABILITA'
I Progetti Integrati, sottolinea l'Isfol, hanno rappresentato nella programmazione 2000-2006, un'importante opportunità di apprendimento per i territori e uno spunto di riflessione utile per ottimizzare i processi di integrazione delle politiche chiamate a sollecitare i processi di sviluppo del territorio. Anche se, avverte l'Isfol, il dibattito sulla qualità dei risultati conseguiti è quanto mai aperto e ancora lontano da una sintesi condivisa.
Tra gli interventi analizzati dall'Isfol, all'inizio del 2007 il 52,6% risulta non ancora avviato, mentre la percentuale degli interventi conclusi è dell'11,6%. L'indagine evidenzia una situazione di relativa marginalità degli interventi volti al potenziamento delle risorse umane e alla conseguente promozione dell'occupabilità. L'universo degli 80 Pit monitorati nel corso del 2006 dimostra, infatti, che l'incidenza del Fondo sociale (Fse), che supporta lo sviluppo delle risorse umane, interviene solo per il 12%. Di conseguenza, la percentuale degli interventi dedicati alle risorse umane è solo del 21,3%. Tra i punti di forza dei Pit, invece, la capacità di condivisione del progetto con il territorio, attorno al quale si concentra il 52% dei consensi degli attori territoriali intervistati nel corso dell'ultima rilevazione.
Altro punto di forza risulta essere la programmazione e la pianificazione degli interventi, che raccoglie il 45% dei giudizi positivi e, infine, il sistema delle relazioni che, in una scala di soddisfazione proposta, raccoglie una percentuale di rilevanza pari al 40%. In sintesi, nonostante le numerose esperienze condotte negli ultimi anni in materia di programmazione integrata e sviluppo locale, soprattutto con risorse comunitarie, non abbiano fornito risultati incoraggianti, è quanto mai opportuno, a partire dall'analisi delle cause di insuccesso, rafforzare le azioni di politica integrata locale - avverte l'Isfol - e procedere con maggiore incisività su questa via dello sviluppo.
Il rilancio della progettazione integrata nella programmazione 2007-2013 deve ripartire, dice l'Isfol, dalla realizzazione dei cosiddetti 'grandi progetti', ossia insiemi di interventi che dovranno rafforzare la dimensione territoriale come chiave di volta per affermare le politiche dello sviluppo locale. Cominciando dall'utilizzo di criteri più selettivi nell'individuazione dei progetti, dal coinvolgimento di soggetti forti, pubblici e privati, come banche, università e imprenditoria locale, fino alla promozione di una cooperazione interistituzionale tra politica ordinaria e regionale. La prospettiva è quella di mettere a punto un sistema capace di favorire una crescita economica competitiva, incrementare l'innovazione, garantire un'occupazione sostenibile e promuovere la valorizzazione del capitale umano nei processi di sviluppo dei territorio e dei sistemi produttivi locali.
24/06/2008
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