Progetto Indulto prorogato al 30 aprile 2009

Il progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, che prevede l’inserimento lavorativo di beneficiari del provvedimento introdotto nel 2006, è stato prorogato fino al 30 aprile 2009. Visti i risultati positivi raggiunti, è stato deciso di ampliare il target includendo, indistintamente tutti i soggetti, non solo indultati, in trattamento penale che risultano in fine pena o che possono accedere a misure alternative. Si realizza così il passaggio da un intervento di tipo emergenziale a un approccio di tipo strutturale. Oltre a rimodulare il target, sono stati allargati i territori interessati all’intervento. Interessante è stata la messa a punto delle attività dell’intervento.

Tre le finalità previste dal nuovo progetto, che ormai solo nominalmente è definito”indulto”: rafforzare la governance locale degli stakeholders, pubblici e del privato sociale, che si occupano di inclusione sociale e lavorativa dei soggetti con esperienze detentive; definire e implementare un modello operativo trasferibile e sostenibile, coerente con gli orientamenti comunitari e nazionali e saldamente collegato alle peculiarità dell’ambito territoriale di intervento; attivare e qualificare la rete pubblico-privata territoriale, che configura il sistema realizzativo delle politiche socio-lavoristiche dedicate. La prima azione prevede la costituzione o il potenziamento dei tavoli di indirizzo a livello regionale e la messa a regime dei Gruppi operativi territoriali (Gto).

In particolare, i Gto che ricoprono una funzione di coordinamento della gestione operativa; saranno composti dagli operatori dei centri per l’impiego, dai servizi sociali comunali, dagli uffici territoriali del ministero della Giustizia, con la presenza di Italia Lavoro per le funzioni di assistenza tecnica. La seconda azione punta a realizzare la governance; alla promozione ed attuazione di piani per trasferire ai territori interessati metodologie e strumentazioni per la gestione dei tirocini, per l’incrocio di domanda e offerta finalizzato al target specifico (ai “fine pena” e ai soggetti in misure alternative) fino ad indicare percorsi di sostenibilità del progetto, cioè la capacità di proseguire oltre lo specifico finanziamento. Nella terza azione, è prevista la co-progettazione e l’attivazione di servizi per il lavoro presso le carceri o in altre situazioni penali minorili, con il concorso di operatori privati.


02/07/2008
 
 ‘Fixo’, a Napoli corso per specialisti relazioni con consumatori
 Fixo, a Lecce prorogato bando per esperti Wifi intelligente
 Italia Lavoro: approvato il ‘Bilancio Sociale’
 Ites, opportunità per i giovani italo-brasiliani
 Censis: lavoro oltralpe per quasi 12mila neolaureati

“In passato lo avremmo chiamato ‘fuga di cervelli’. Oggi non è più così. Si tratta di un sano processo di internazionalizzazione”. Lo afferma Ester Dini, autrice della ricerca....

Certificazione Iso 9001:2000
 
  Ministero del Lavoro
 
  sito metropolisinfo.it