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Dal 2005 attivate 3mila carte credito formativo individuale
Oltre 3mila carte di credito formativo individuale già attivate a partire dal 2005, per una spesa di oltre 7 milioni di euro. Sono i dati del progetto ‘Carta di credito formativo individuale’, presentati a Roma durante il convegno ‘Carta di credito formativo individuale: sperimentazione italiana e prospettive di sviluppo’. Il progetto, attivato grazie a un protocollo tra le regioni Toscana, Piemonte e Umbria e all’azione del ministero del Lavoro, ha coinvolto le province di Arezzo, Pistoia, Grosseto, Livorno e Terni, raggiungendo diverse tipologie di utenza. Tra gli utenti, infatti, il 46% è rappresentato da disoccupati mentre il 31% da inoccupati. Le donne costituiscono il 78%, mentre il 73% degli utenti ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. Per quanto riguarda il titolo di studio, il 44% degli utenti e’ in possesso del diploma, mentre il 33% ha una laurea.
La Carta di credito formativo individuale, anche detta ‘Ila - Individual learning account’, è uno strumento delle politiche pubbliche formative volto a promuovere e incentivare la formazione degli individui lungo tutto l’arco della vita. Si tratta di una carta di credito prepagata che permette agli individui di ricevere un contributo a copertura dei costi sostenuti per un’attività formativa.
“Un valido strumento per attuare gli obiettivi di Lisbona integrando le politiche del lavoro con quelle della formazione”, ha detto Marianna D’Angelo, dirigente della direzione generale per le Politiche per l’Orientamento e la Formazione del ministero del Lavoro, intervenendo al convegno. “Tra i suoi punti di forza - ha sottolineato - ci sono la possibilità di personalizzare gli interventi, lo stimolo all’attivazione individuale e soprattutto la capacità della carta di orientare indirettamente l’offerta formativa”.
GIUFFRIDA, COSTRUIRE FORMAZIONE DIFFERENZIATA PER CIASCUN UTENTE
L’adozione della carta ha avuto importanti conseguenze in termini di occupazione: il 96% degli intervistati, infatti, ritiene che la carta abbia avuto un ruolo fondamentale nel trovare un primo impiego o nel miglioramento comunque della propria condizione occupazionale. Sul piano formativo, l’85% degli utenti ha dichiarato di aver ottenuto nuove conoscenze, mentre il 61% ha avuto l’occasione di aggiornare le proprie competenze. “Solo il 26% dell’utenza - ha ricordato D’Angelo - ha detto che avrebbe raggiunto identici risultati senza l’attivazione della carta”.
Per Philippe Hatt, dirigente della direzione generale Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità della Commissione europea, “il progetto presenta elementi di interesse in linea con la strategia di Lisbona e soprattutto in linea con il Fondo sociale europeo”. “L’offerta formativa - ha aggiunto - non può essere, infatti, statica ma deve acquisire una sua dinamicità. Per questo, credo sia molto interessante l’approccio innovativo del progetto per l’incontro tra domanda e offerta formativa”.
Apprezzamento è arrivato anche da Anastasia Giuffrida, dirigente della direzione generale Mercato del Lavoro del ministero del Lavoro, secondo cui “la finalità del progetto è stata quella di sperimentare strumenti di politiche per il lavoro ‘tagliati’ e adattati per determinate tipologie di utenti”. “Per questo motivo -ha proseguito- credo che abbiamo bisogno di costruire una formazione differenziata per ciascun tipo di utente: da chi cerca un primo impiego a chi, invece, vuole andare avanti con la propria carriera”.
VITTORE, IMPORTANTE PROFESSIONALITA’ E QUALITA’ DEL LAVORO
“L’aspetto innovativo - ha sottolineato Giuffrida - è il forte ruolo dei centri per l’impiego, che hanno offerto direttamente l’orientamento finalizzato alla definizione di percorsi formativi. I centri ci permetteranno di costruire le professionalità richieste dal mercato del lavoro creando percorsi di transizione tra precarietà e stabilizzazione, tra inattività e occupazione”. Un ruolo importante, quindi, quello dei centri per l’impiego per la realizzazione del progetto e per favorire l’integrazione tra formazione e lavoro, che ha permesso in alcune regioni di sviluppare i rapporti con il sistema imprese.
Per Annalisa Vittore del coordinamento delle regioni: “In un periodo in cui l’economia è in crisi, la disoccupazione torna a crescere e aumenta il divario Nord-Sud, è importante avere a disposizione professionalità e qualità del lavoro. Ciò è possibile solo migliorando l’istruzione di base ma anche la formazione tecnica e scientifica e la formazione personale continua. La cosa importante è l’individuazione di strumenti in coerenza con il principio ‘più formazione per più soggetti’. L’‘Ila’, in questo senso, rappresenta uno strumento che richiede la responsabilità del soggetto al fine del cosiddetto ‘Life long learning’, dell’apprendimento durante tutto l’arco della vita”.
04/07/2008
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