Ipsema, forte e determinata l’identikit donna marittima

Forte fisicamente e caratterialmente, determinata, coraggiosa, intraprendente e tenace, capace di gestire lo stress e la solitudine durante l’imbarco, con grandi doti di adattamento e di interazione soprattutto attitudine e predisposizione ai rapporti interpersonali. E’ questo l’identikit della donna marittima tracciato dallo studio ‘Donne al timone’, realizzato dall’Ipsema (Istituto di previdenza per il settore marittimo) e presentato a Roma. Il campione intervistato comprende per lo più donne che risultano imbarcate su navi di grossa stazza, superiore alle 10.000 tonnellate. La maggior parte sono navi passeggeri destinate per il 57,6% alle crociere e per il 27,4% al trasporto.

Le donne, inoltre, rappresenterebbero quasi la metà del personale a bordo di questa tipologia di imbarcazioni. In Italia, le lavoratrici marittime rappresentano l’1,2% del totale. La maggior parte è attiva nel settore alberghiero delle navi da crociera, dove svolge mansioni subalterne.

“Secondo l’Ilo - ha dichiarato il presidente dell’Ipsema, Antonio Parlato - gli addetti al comparto marittimo nel mondo sono circa 1,25 milioni, le donne rappresentano meno del 2% di questa forza. In un momento come l’attuale, in cui si registra una crisi generalizzata delle professioni e dei mestieri marittimi, le donne potrebbero diventare una risorsa insostituibile per tutta la marineria.

Un sondaggio, infatti, ha confermato un altissimo apprezzamento del lavoro femminile a bordo da parte del management di terra delle imprese di navigazione, ma una perdurante discriminazione a bordo. L’Istituto ha realizzato un’indagine dalla quale trarne utili elementi per l’impostazione di specifiche politiche per le donne marittime; del resto segnali positivi arrivano anche dalla World Marittime University, dove in dieci anni la presenza femminile è salita dal 5 al 21%”.

63% E’ DI ORIGINE ITALIANA

Riguardo la provenienza, si legge nell’indagine Ipsema, la maggior parte delle donne marittime è italiana (63%). Le restanti provengono per metà dall’Asia (Filippine e Indonesia) e per un quarto dal Sud America, mentre spicca comunque un 14,1% proveniente dall’Europa occidentale, soprattutto da Inghilterra, Francia e Germania. La diversa provenienza si riflette anche sul diverso impiego nei vari tipi di naviglio. Le italiane sono maggiormente presenti sulla navi destinate al trasporto, mentre le straniere sono sensibilmente superiori nel settore delle crociere e del noleggio.

L’età media di queste lavoratrici è inferiore ai 29 anni, l’anzianità di servizio è anche alquanto bassa (fra i cinque e i sei anni) e il 79% è nubile. Ma aggiungendo un 7% di separate o divorziate, e l’1,1% di vedove, risulta evidente che nove su dieci di loro non dichiarano una famiglia a carico o un legame fisso di convivenza. L’88,6% possiede un titolo superiore che, nel 41,9% dei casi, è costituito dalla laurea. Il lavoro in mare non rappresenta per loro un ripiego, ma una scelta palese e consapevole. Solo il 38% di loro ha imboccato questa carriera per mancanza di alternative.

E il primo motivo che ha influenzato la scelta del lavoro è stato infatti il desiderio di viaggiare (93,2% delle risposte), il secondo l’interesse per il settore di attività (86,8%), il terzo l’indipendenza economica (86,5%), seguito dalla carriera (69,5%). Un lavoro duro, visto che nel 43,6% dei casi la navigazione si conclude nella giornata, ma per la netta maggioranza (56,4%) il periodo in mare può variare da meno di un mese a più di tre, con una media di 86,6 giorni consecutivi all’anno.

46,1% IMPIEGATA IN SERVIZI ALBERGHIERI

A fronte dell’elevato titolo di studio, la percentuale più elevata del campione (46,1%) delle donne marittime e’ impiegata in servizi alberghieri con un 52,9% di donne laureate, e il 27,5% come personale di camera e cucina.

Il 10,5% fa parte invece del personale tecnico navigante (armatore, ufficiali e allievi ufficiali, comandante, equipaggio, personale di coperta) e un altro 9,5% del personale tecnico e amministrativo (commissari di bordo e contabili di bordo ad esempio). Tuttavia la soddisfazione per il lavoro è molto elevata. Solo il 5,2% delle donne si dichiara ‘molto insoddisfatta’.

La quasi totalità (94,8%) sostiene di essere soddisfatta del tutto (49,8%) o in parte (45,3%). Un lavoro duro, tanto che l’85% di loro nel tempo libero si ritira in cabina a dormire, di cui la parte più esaltante sono i rapporti sociali, in particolare i rapporti con colleghi e colleghe della stessa nazionalità o di nazionalità diversa, che calamitano oltre l’80% dei consensi.

Il 63% è italiana e per il 37% straniera, imbarcate soprattutto su navi passeggeri da crociera ha un contratto a tempo determinato, e trova soddisfacente la possibilità di godere di lunghi periodi di inattività.


23/07/2008
 
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