In arrivo vademecum su sicurezza per cuochi di bordo

La sicurezza sul lavoro va in alto mare. L’Ipsema, Istituto di previdenza per il settore marittimo, in collaborazione con ‘forMare’, polo nazionale di formazione per lo shipping, istituito da Confitarma, ha infatti realizzato il ‘Quaderno di formazione per la sicurezza in cucina a bordo delle navi’ che verrà distribuito agli armatori. Un vademecum ideato per offrire una maggiore attenzione e conoscenza approfondita degli strumenti di lavoro da usare con cautela e responsabilità in modo da ridurre, se non evitare, incidenti sul lavoro nelle cucine di bordo. Così per non cadere dal ponte della nave o per non soffrire di stress dato dalla lontananza dalla famiglia vengono dati consigli preziosi, corredati da una galleria fotografia che illustra le posizioni da evitare e le accortezze da tenere sempre presenti. Per combattere disturbi come il mal di schiena, vene varicose e flebiti, ad esempio, dovuti al lavoro specifico del cuoco, cioè il rimanere in piedi per lunghe ore, è opportuno fare attenzione al peso corporeo, al fumo e all’uso-abuso di alcolici. Per le donne, poi, è vietatissimo portare tacchi superiori ai 5 centimetri. Il lavoro a bordo è un processo molto complesso, in cui le componenti umane, tecniche, ambientali devono integrarsi in un’organizzazione. E’ perciò fondamentale, sottolinea il testo, che la prevenzione sia parte costituente della stessa organizzazione del lavoro: non è più materia dei soliti addetti ai lavori, ma un percorso a cui tutti i soggetti che partecipano al processo di lavoro apportano il loro contributo nei limiti di quelle che sono le loro competenze. Tutti contribuiscono a salvaguardare al salute e la sicurezza dall’armatore (datore di lavoro), al comandante, al personale addetto al servizio di prevenzione e protezione dei lavoratori, al medico competente, fino ad arrivare ai lavoratori marittimi. 26,7%

 INFORTUNI NAVI PASSEGGERI AVVIENE IN AMBIENTI RISTORAZIONE

 Il ‘Quaderno di formazione per la sicurezza in cucina a bordo delle navi’ dell’Ipsema cerca di arginare il fenomeno degli infortuni del settore che non sono poi così pochi. Secondo il Censis, in Italia, su 4 milioni di infortuni domestici annui, il 65% avviene in cucina, mentre dai dati dell’Istituto guidato da Antonio Parlato, che tengono conto delle differenze strutturali, d'impiego e delle tabelle d’armamento tra categorie di navi, si rileva che, sul totale degli infortuni, il 26,7% sulle navi passeggeri e l'11,8% sulle navi da carico avviene negli ambienti della ristorazione e servizi complementari. Nei servizi di mensa, bar (oltre a servizi di camera e maneggio stoviglie) le cause sono state legate per lo più a scivolate e cadute in piano (34%) a compressioni, urti e schiacciamenti (21%) alla cadute da scale (19%) ad attrezzi e utensili da lavoro (8%) a materie taglienti (7%) e a materie ustionanti (4%). Colpiti soprattutto mani e dita (26%) seguiti dagli arti inferiori (14%), testa (13%), parti multiple (12%), piedi e dita (8%). Seguono addome, fianchi, bacino e regione sacrale (4%) e, nella stessa percentuale, torace, costole e schiena.

PARLATO, STRATEGIA COMUNICAZIONE PER DIFFUSIONE REGOLE SEMPLICI

 “Questa pubblicazione - dice a LABITALIA il presidente Ipsema, Antonio Parlato - aumenta la consapevolezza di quanto sia importante affrontare il problema degli infortuni. Proprio questa settimana ne ho inviate alcune copie a Costa Crociere sulle cui navi ci sono diversi ristoranti. Comunque, l’Organizzazione internazionale del lavoro attraverso la pubblicazione di tre convenzioni ha precisato la misura della specificità e della specializzazione richiesta a bordo delle navi e dell'importanza della professionalità dei cuochi di bordo”. “Oggi l’Istituto ribadisce la necessità di una strategia anche di comunicazione - spiega - per la diffusione di semplici regole per evitare incidenti agli addetti delle cucine. Una scelta attuale che Ipsema, Confitarma e ‘forMare’, hanno colto su un duplice piano: il primo attinente all'attuale versatilità che la capacità professionale dei cuochi di bordo, specie dinanzi alla crescita del comparto crocieristico, con milioni di passeggeri di diverse etnie, deve saper dimostrare, diversificando l’offerta rapportandola alla variegata domanda formulata dagli ospiti delle navi passeggeri”. “Anche agli equipaggi sempre più internazionali - ricorda Parlato - vanno assicurate la qualità e la varieta' dell'alimentazione. E’ importante che si faccia tesoro da parte dei lavoratori potenzialmente coinvolti dai rischi descritti. E che se ne tenga conto sempre”.


07/08/2008
 
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