Alla ‘bottega dei trappisti’ cioccolata e cosmetici

Cioccolato, marmellata, birra e cosmetici. Sono solo alcuni dei prodotti venduti a Roma dalla ‘Bottega dei Trappisti’, tutti rigorosamente provenienti da monasteri e abbazie d’Italia e d’Europa. La Bottega, situata all’interno del complesso dell’Abbazia delle Tre Fontane, è un vero e proprio negozio storico dove dagli inizi del ‘900 si possono trovare ricercatezze doc. “Da oltre un secolo -racconta a LABITALIA Paola Rugghia, che gestisce l’attività - migliaia di pellegrini e turisti vengono qui per comprare prodotti di qualità, sia alimentari che cosmetici. All’inizio si vendeva solo cioccolato e miele, poi con gli anni il commercio è cambiato. Tutto cominciò quando nel 1868 i monaci Trappisti bonificarono l’area, allora paludosa, piantando decine di eucalipti con le cui foglie balsamiche iniziarono a preparare specialità ormai apprezzate in tutto il mondo. Come l’estratto d’eucalipto (antico rimedio contro le affezioni delle vie respiratorie) e l’Eucalittino, ovvero il liquore d’eucalipto”.

Nel 1880 un altro gruppo di monaci trappisti diede vita, in un convento sull’Appia Antica, alla prima fabbrica di cioccolato della capitale. “Le Tre Fontane - continua Paola Rugghia - sono così diventate meta di gitanti, attratti, oltre che dalla devozione, anche dalla qualita’ dei prodotti venduti. Nel 2000 i monaci continuano a produrre liquori d’erbe, miele e olio rispettando scrupolosamente le ricette originali. E proprio la genuinuita’ dei prodotti e’ stata riconosciuta da varie organizzazioni locali, nazionali e internazionali, come ‘Il Gambero Rosso’ e ‘Gusto’”.

MARMELLATE SENZA CONSERVANTI E COSMETICI NATURALI

Tra le delizie vendute nella ‘Bottega dei Trappisti’, ci sono i tradizionali dolci con pasta di mandorle e frutta martorana, preparati dalle suore trappiste del monastero di Santo Spirito di Vitorchiano (Viterbo) secondo un’antica ricetta originaria del Trecento. “Le confetture extra delle suore trappiste - precisa Paola Rugghia - sono lavorate in modo naturale senza conservanti e coloranti aggiunti. Le suore prendono la materia prima direttamente dai loro frutteti: amarene, mele, albicocche, arance, pesche, prugne, ribes, limoni e pompelmi. Dalle monache trappiste di Valserena (Livorno), invece, arriva il ‘Nocino di Valserena’, vino estratto direttamente dal mallo delle noci a cui viene aggiunto solo zucchero, limone, alcool e aromi naturali. C’è poi il vino da dessert ‘Rosenmuskateller’ prodotto a Bressanone dai Canonici regolari Agostiniani dell’abbazia di Novacella, che da secoli contribuisce all’indipendenza economica dei monaci”.

Ma l’arte sapiente e semplice nello stesso tempo dei religiosi produce anche cosmetici. E’ il caso dei saponi, sali da bagno, dentifrici, creme e tisane dell’Antica Farmacia dei Monaci Camaldolesi. Si tratta di oltre 100 prodotti ottenuti con metodi artigianali di lavorazione nel sacro eremo di Camaldoli (Arezzo). Caratteristica fondamentale dei loro prodotti è la presentazione dei prodotti in confezioni sottovuoto che consente la conservazione a lungo di tutte le proprietà.

PER I GOLOSI NON C’E’ CHE L’IMBARAZZO DELLA SCELTA

Il fiore all’occhiello della ‘Bottega dei Trappisti’ e’ sicuramente il cioccolato, lavorato dai frati ancora con metodi artigianali secondo l’antica ricetta introdotta a Roma nel 1880 da un monaco trappista olandese. Per i golosi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: fondente, amaro al 70%, al latte, con nocciole del Viterbese o alla gianduia, anche in creme spalmabili. Stessa bontà per i torroni. Come per le tavolette di cioccolato, anche per il torrone esistono diverse declinazioni: friabile bianco, bianco ricoperto al cioccolato, con nocciole o il gettonatissimo alla vaniglia e mandorle. Ma sbaglia chi pensa che l’afflusso di clienti ci sia solo nel periodo natalizio.

“Anche durante l’ultima torrida estate - ammette Paola Rugghia - le richieste di cioccolato non hanno subito alcuna flessione. C’e’ chi viene da noi per un assaggino frugale o per il turista incuriosito. Ma non mancano i golosi ‘abituali’ che fanno incetta di barrette di ogni misura e gusto, con la scusa di accantonare scorte per il Natale”.


12/08/2008
 
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