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Piemonte, arte ‘ricamo bandera’ piace anche a giovani generazioni

Una professione a metà tra l’artigianato e la tradizione. E’ l’arte del ricamo che, in Italia, continua a interessare non solo anziane donne ma anche giovani ragazze che vogliono comunque cimentarsi in questo lavoro. “Sono molte le signore - spiega a LABITALIA Anna Ghigo Merlassino, presidente dell’’Associazione Amici ricamo Bandera’ che ha sede a Chieri (To) - che frequentano i nostri corsi. La maggior parte desidera realizzare il sogno di saper ricamare, si tratta di pensionate che con più tempo a disposizione hanno la possibilità di dedicarsi a quello che è più di un semplice passatempo. Ma non mancano le giovani allieve che con dedizione si applicano alle ‘magie’ del filo. Del resto la ‘cura’ della tradizione è alla base della nostra Associazione che è nata nel 1999 sotto l’egida e con la collaborazione della Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile, per salvaguardare una tradizione artigiana tipicamente piemontese: il Ricamo Bandera”.

“Il nostro obiettivo, nell’ambito di una politica culturale tesa al recupero delle antiche produzioni tessili chieresi e al rilancio dell’artigianato di qualità - ricorda Anna Ghigo - è quello di diffondere e tutelare la peculiarità del disegno e delle linee del ricamo. Anche perché il ricamo non può diventare un vero e proprio lavoro. Costerebbe troppo e di clienti disposti a pagare molto, anche se si tratta di un lavoro fatto a mano e, quindi, prezioso, non se ne trovano molti. Comunque, raccogliendo attorno a sé l’eredità delle varie scuole e l’interesse delle insegnanti accomunate dalla passione e dall’esperienza nell’arte di questo ricamo, l’Associazione vuole favorirne una più diffusa conoscenza sul territorio italiano e anche all'estero, essendosi attivata per la creazione di un marchio di qualità a tutela e salvaguardia di un prezioso patrimonio piemontese, qual è il tessuto Bandera e il suo ricamo. Noi abbiamo anche ottenuto anche la registrazione del marchio a livello nazionale”.

PREFERENZA PER FILATI CORPOSI E POCO RITORTI

Le origini piemontesi, anzi chieresi, del ‘Tessuto Bandera’ sono attestate già negli ‘Statuti dell’Arte del Fustagno’ della città di Chieri (Torino), risalenti al Quattrocento, dove si parla di un tessuto, prima di canapa e poi di cotone operato, con motivi regolari a rilievo, righe parallele o a nido d’ape, bianco o leggermente ecru, riservato alle uniformi delle milizie e al personale di livrea, oltre che alla biancheria ordinaria. Il motivo ricamato è eseguito di preferenza con filati piuttosto corposi e poco ritorti, in lana e comprende varie sfumature, con particolare predilezione per le ‘nuances’ dei rosa, dei blu Savoia e dei verdi per gli ornati geometrici.

Ciò che caratterizza il ‘Ricamo Bandera’ è la varietà dei punti impiegati come: il punto nodi, il punto erba usato per ricamare steli, rametti, nervature di foglie ed anche, se eseguite in file parallele, per riempire tratti di volute; il punto catenella adoperato in special modo per eseguire i contorni di volute o fregi o, se lavorato a file parallele, per riempire zone più o meno ampie. Per i fiori si utilizza di preferenza il punto pittura, così da ricoprire zone estese i cui punti lunghi e corti tra loro alternati con diversi colori, creano una sfumatura tanto più ricca, quanto più raffinata è la tecnica.


26/08/2008
 
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