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Marrazzo, da Regione 1 miliardo di garanzia di credito alle Pmi
La Regione Lazio scende in campo per aiutare le piccole e medie imprese del territorio a superare gli effetti della crisi finanziaria, che sta colpendo pesantemente anche le realtà più produttive e vitali. Le recenti turbolenze dei mercati internazionali, infatti, minacciano di produrre pesanti ripercussioni sulla situazione e sull'operatività delle pmi del Lazio, in particolare sul versante dell'accesso al credito. Per questo, lo stesso Presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha annunciato, al termine di un incontro con tutti i rappresentati delle associazioni imprenditoriali locali, l’attivazione di interventi economici sotto forma di garanzie del credito, prestiti e atri incentivi, liberando risorse per circa un miliardo di euro.
“Abbiamo voluto affrontare - ha dichiarato Marrazzo - quella che in questo momento è, per le piccole e medie imprese, ‘l’emergenza dell’emergenza’ per il nostro territorio e più in generale per il Paese: l’accesso al credito. Per questo insieme alle associazioni che sono intervenute, e da cui è venuto un contributo fondamentale, abbiamo deciso l’avvio un Comitato tecnico di emergenza per il credito presieduto dal Presidente della Regione e in cui le imprese avranno una loro rappresentanza. Abbiamo analizzato gli strumenti a disposizione e pensiamo di poter garantire, all’inizio, un credito per le pmi di circa 1 miliardo di euro”.
Il Comitato Tecnico, un organismo paritetico regione-organizzazioni datoriali, ha detto Marrazzo, “si riunirà a breve” e lo stesso Presidente chiederà a breve un incontro con gli Istituti di credito che operano nel territorio. “La Regione Lazio - ha aggiunto Marrazzo - si sente in frontiera, gli imprenditori si sentono in frontiera. E da oggi - ha sottolineato - è partito un segnale positivo: che la crisi si affronta uniti, Regione e imprenditori insieme”. All'incontro hanno partecipato rappresentati di Confindustria Lazio, Federlazio, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Lega Coop, Confartigianato, Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Confcooperative.
21/10/2008
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