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‘Over 60’, uno su tre non vuole ritirarsi
Gli italiani ‘over 60’ non sembrano avere intenzione di andare in pensione. Il 33,5%, infatti, vale a dire uno su tre, non vuole ritirasi dal lavoro. Di questi, il 14,1% lavora ancora senza godere della pensione e il 6,2% continua ad avere, da pensionato, una regolare attività. C’è, poi, un 6,7% che tenta di ‘arrotondare’, mentre un altro 6,5%, pur stando in pensione, è addirittura in cerca di un'occupazione. Sono i dati che emergono dalla ricerca ‘Essere anziano oggi/2004: valorizzare la forza inespressa delle generazioni’, realizzata da Ermeneia per l’associazione di Confcommercio ‘50&Piu’ Fenacom’, su un campione di 14,3 milioni di anziani.
L’80,8% degli anziani ‘attivi’ svolge il lavoro di sempre. Nella maggior parte dei casi (oltre il 60%), si tratta di attività collegate al commercio. L’8,9% si dedica, invece, a un altro tipo di lavoro, per lo più manuale, e l’8,7% a ‘lavoretti’ saltuari. Solo ‘1,6% è impegnato in una seconda occupazione, pur mantenendo il lavoro principale.
PIU’ ATTIVI UOMINI E SETTENTRIONALI
A partecipare alla vita attiva, tra gli ‘over 60’, sono più gli uomini rispetto alle donne. La maggior parte degli anziani lavoratori, inoltre, è residente al Nord (47,4%), contro il 31,6% del Sud e il 20,8% del Centro. Il 57,1% lavora in proprio, il 53,5% svolge una professione dipendente e solo il 37,3% si occupa della casa. La strada della professione autonoma, spesso, non è altro che la prosecuzione di un’attività commerciale precedente. Chi ha un negozio, infatti, tende a non venderlo, magari alternando i turni sempre più frequentemente con figli e nipoti, oltre che con i commessi.
Generalmente, i lavoratori ‘over 60’ hanno una buona posizione sociale e un guadagno elevato. Tanto che il 30% riesce ad aiutare economicamente i figli. Essere socialmente ben inseriti, infatti, significa anche mantenere meglio tale posizione in età più avanzata. In alcuni casi, la media del 33,5% di coloro che vogliono continuare a lavorare sale al 42,7% per i diplomati e i laureati e al 48,6% per i lavoratori autonomi.
PER META’ ANZIANI GUADAGNO SUFFICIENTE
Il 51,6% degli anziani tra i 60 e i 79 anni sostiene di guadagnare a sufficienza, o comunque abbastanza per vivere decorosamente. Il 23,9% guadagna meno del necessario, il 20% molto meno del necessario e il 4,5% più che a sufficienza. Il 10,7%, poi, dichiara di essere aiutato dai figli e da altri parenti. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di persone in età avanzata e con gravi problemi di salute, tra i 70 e i 79 anni. Il titolo di studio conseguito pare influire sul livello di guadagno percepito. Ben il 71,3%, infatti, degli anziani in possesso di un diploma o di una laurea non ha problemi di denaro. Uno su quattro, però, tra gli ‘over 60’ non è tranquillo economicamente. Per questi ultimi, la carriera scolastica si è fermata alla scuola media.
Ma la spinta a lavorare anche dopo la pensione, per il 43,7%, è legata al bisogno. Una motivazione segnalata soprattutto da anziani collocati a un livello sociale medio-basso. La percentuale, infatti, scende al 30,1% tra chi occupa una buona posizione sociale. Inoltre, tra i più ‘bisognosi’, il 40,8% risiede nel Mezzogiorno e il 34,1% al Nord.
ESPERIENZE DI VOLONTARIATO PER UN ANZIANO SU SEI
Essere attivi, oltre una certa età, significa anche dedicarsi al volontariato e non solo partecipare al mondo del lavoro. L’età compresa fra i 60 e i 70 anni vede, infatti, una persona su sei (16,2%) avere o aver avuto esperienze nel campo del volontariato. Il 5,2% se ne occupa regolarmente, il 7,4% saltuariamente, mentre lo ha fatto in passato il 3,6%. Quanto al tipo di attività, per la maggior parte sono legate alla chiesa oppure a un’associazione cattolica. Seguono il volontariato nel campo socio-assistenziale e sanitario e le iniziative educative, sportive, ricreative e quelle nell’ambito della Protezione Civile. A fare volontariato sono soprattutto gli anziani che vivono nei piccoli centri, rispetto agli abitanti delle metropoli. Il 63,7% preferisce, infatti, dedicarsi al prossimo, se residente nella comunità in cui tutti si conoscono.
MORGANTI, NIENTE VIENE TOLTO AI GIOVANI DISOCCUPATI
“Negli ultimi dieci anni, si registra una maggiore attitudine, da parte degli anziani, a continuare a lavorare anche dopo la pensione”. Così il presidente di ‘50&Più Fenacom’, Lanfranco Morganti, illustra a LABITALIA i risultati della ricerca. “Assistiamo a un diverso approccio al lavoro - spiega - a seconda che si tratti di uomini o donne. Mentre i primi vogliono trovare un’occupazione per rendersi attivi e contribuire al bilancio familiare, le ‘over 60’ desiderano, invece, aiutare i figli in casa e la società in generale, magari iscrivendosi a cooperative sociali o raccogliendo fondi per scopi umanitari. Il lavoro degli anziani - avverte Moranti - non toglie niente ai giovani disoccupati. Le nuove generazioni devono capire che, per inserirsi facilmente nel mercato, devono specializzarsi nei lavori artigianali, senza continuare a fare master su master. L’indipendenza finanziaria, prima dei 30 anni, in Italia, si può trovare solo con le professioni tradizionali, dove a una forte domanda corrisponde una bassissima offerta di lavoro”.
Sabrina Rosci
24/01/2005
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