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Disabili: da 'Arcadis' rete europea per inserimento lavoro
Una rete europea per l'inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. E' l'obiettivo del progetto 'Arcadis', realizzato da Elecom, cooperativa sociale integrata con sede a Roma, dove lavorano su progetti ad alta qualificazione nel campo elettronico circa novanta persone, cinquanta delle quali disabili. Il progetto, nato nel corso dell'Anno europeo delle persone con disabilità e grazie a una convenzione con il ministero del Welfare, mette a confronto diverse esperienze europee, creando una rete stabile di operatori interessati all'inserimento lavorativo dei disabili. Di 'Arcadis' e, più in generale, dell'integrazione lavorativa dei soggetti disabili e del ruolo della cooperazione sociale, si è parlato questa mattina a Roma, durante un convegno presso l'Agci (Associazione generale cooperative italiane), al quale hanno partecipato, tra gli altri, Giovanni Daverio, direttore generale Famiglia, Diritti sociali e Csr del ministero del Welfare, Moreno Paggi, presidente di Elecom, Laura Pagliaro, presidente di Agci solidarietà e Mario Conclave, responsabile area disabili di Italia Lavoro e direttore generale della società consortile Sco.
PAGLIARO, 223MILA LAVORATORI IN COOP SOCIALI
“Accogliere il limite e riconoscere le possibilità delle persone diversamente abili, per promuovere processi di socializzazione, inserimento e integrazione”. Così Laura Pagliaro, presidente di Agci Solidarietà, associazione che riunisce le cooperative sociali aderenti all'Agci, ha riassunto la sfida che il mondo del lavoro ha di fronte nella promozione dell'occupazione dei diversamente abili. “Oggi in Italia - ha proseguito Pagliaro - ci sono più di 2.300 cooperative di tipo B, con 267mila soci, 223mila persone remunerate, 31mila volontari, 24mila soggetti svantaggiati, che seguono un percorso di inserimento lavorativo e hanno un fatturato che raggiunge i 5 miliardi di euro. E si tratta di imprese fortemente sensibili verso il tessuto socio-economico di appartenenza. Nei fatti, la cooperazione sociale è diventata un soggetto di politiche attive non solo sociali, ma anche del lavoro”. Ma le cooperative sociali rappresentano anche un mondo imprenditoriale. “La quasi totalità dei lavoratori inseriti nelle cooperative sociali - ha ricordato Pagliaro - ha un contratto a tempo indeterminato full-time (51%) o part time (43%). Il che significa che sono integrati in forma stabile nell'impresa. Inoltre, i disabili costituiscono circa il 12% dei lavoratori inseriti, mentre le persone con problemi sociali, come la tossicodipendenza, il 49%. Le persone con problemi di salute mentale occupate, invece, sono circa il 22,5%”.
DAVERIO, AL VIA SPERIMENTAZIONE SU ARTICOLO 14 RIFORMA BIAGI
Al convegno si è anche parlato dell'innovazione introdotta nel collocamento dei disabili dall'articolo 14 del decreto attuativo della riforma Biagi, che prevede, attraverso apposite convenzioni, l'affidamento di commesse a cooperative sociali finalizzate all'inserimento di fasce svantaggiate. E, in caso di persone disabili, queste commesse possono assolvere all'obbligo cui sono soggetti i datori di lavoro. “Proprio su questo punto - ha spiegato a LABITALIA Giovanni Daverio, direttore generale Famiglia, Diritti sociali e Csr del ministero del Welfare - il ministero ha affidato a Italia Lavoro un progetto che ha l'obiettivo di arrivare a garantire una sperimentazione, sul piano territoriale, degli elementi contenuti dall'articolo 14. Siamo convinti, infatti, che, rispetto a questa innovazione, l'elemento fondamentale è quello che si svilupperà a livello territoriale”. “L'attuazione di quanto previsto dall'articolo14 - ha continuato Daverio - avviene attraverso convenzioni che vengono firmate sul territorio dai diversi soggetti che hanno competenze sulla gestione dell'integrazione lavorativa delle persone con diversa abilità. Questo rappresenta, da una parte, una grossa sfida e, dall'altra, una scelta rispettosa delle modalità operative di gestione delle politiche sociali, sempre più orientate a una presenza territoriale. E l'articolo 14 - ha concluso - non è sostitutivo del collocamento obbligatorio, ma è un elemento che si può integrare”.
CONCLAVE, DA ITALIA LAVORO VERIFICA SU PROCESSI COLLOCAMENTO
“Dobbiamo verificare se il meccanismo introdotto dalla legge Biagi funziona e a che condizioni”. Mario Conclave, responsabile area disabili di Italia Lavoro e direttore generale della società consortile Sco, ha spiegato a LABITALIA il progetto che Italia Lavoro sta approntando. “E' un monitoraggio o meglio - ha precisato - un'azione di assistenza tecnica e promozione, affinché lo strumento previsto dalla riforma del mercato del lavoro dispieghi tutte le sue potenzialità. Ricordiamoci che si tratta di una norma di tipo sperimentale. Dopo aver recuperato le esperienze esistenti - ha proseguito Conclave - e aver fatto un'indagine su alcuni contesti territoriali, stiamo individuando le candidature dei 10 territori da inserire nella sperimentazione. Questi dovranno rispondere a requisiti ben precisi. Per prima cosa, le amministrazioni provinciali, in quanto istituzioni competenti sulle politiche del lavoro, devono essere d'accordo, poi deve esistere una possibilità concertativa con le parti sociali, intese come sindacati, datori di lavoro e cooperative sociali. Poi - ha sottolineato - devono esserci servizi per l'impiego che già fanno inserimento lavorativo per disabili e una presenza di cooperazione sociale qualificata, cioè solida economicamente e che abbia già fatto esperienze analoghe”. Conclave ha, infine, confermato che “la fase preliminare del progetto è partita e a giugno presenteremo le attività con un convegno nazionale”.
Mariangela Pani
05/05/2005
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