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Da ‘Retinlabor’ buone prassi per inserimento soggetti svantaggiati
Proporre modelli di mediazione sociale per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. E’ l’obiettivo di ‘Retinlabor’, l’azione realizzata nell’ambito del progetto Psiche Enterprise (finanziato dall’iniziativa comunitaria Equal) e presentata all’Aquila e a Roma il 6 e il 7 giugno, con un convegno che ha coinvolto tutti i partner del progetto: da Impresa Sensibile-Cna all’Università dell’Aquila, da Total Target all’Istituto superiore di Sanità. ‘Retinlabor’ nasce dalla positiva esperienza realizzata con la prima fase del progetto Psiche Enterprise, che ha permesso finora a circa 100 ragazzi disabili abruzzesi di compiere uno stage professionale presso alcune aziende associate alla Cna.
Obiettivo generale di ‘Retinlabor’ è proprio quello di trasferire buone prassi e sperimentazioni di successo, grazie alle quali si sono creati percorsi d’inserimento lavorativo per soggetti deboli, partenariati istituzionali, pubblici e privati e organismi per lo sviluppo di politiche attive per il lavoro. Fra le altre attività promosse da Psiche Enterprise, anche il corso di formazione per ‘mediatore sociale’, una figura che ha il compito di collaborare con le istituzioni, le agenzie territoriali e del lavoro, le imprese e di valutare le competenze lavorative della persone da inserire.
“Ci auguriamo che nel prosieguo del progetto - ha dichiarato Rita Roncone, professore associato di Psichiatria all’Università dell'Aquila - i centri per l’impiego possano trarre spunti per definire meglio una figura con competenze sanitarie, psichiatriche e anche di lavoro che noi abbiamo individuato nel ‘mediatore sociale’. Di questa figura si potrebbe avvantaggiare soprattutto l’inserimento delle persone con disagio mentale”.
Durante la giornata svoltasi all’Aquila, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, è stata presentata un’indagine nazionale sul ruolo svolto dai dipartimenti di salute mentale italiani nei riguardi del problema dell’occupabilità delle persone in trattamento ai servizi di salute mentale. L’indagine è stata curata dalla Clinica Psichiatrica dell’Università dell’Aquila in collaborazione con l’Istituto Superiore di sanità (Iss). Al convegno dell’Aquila hanno partecipato Massimo Casacchia, direttore della Clinica psichiatrica dell’Università degli studi dell’Aquila, Pierluigi Morosini, del Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Iss, e Romano Benini, responsabile nazionale di Impresa Sensibile Cna.
07/06/2005
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