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Galati, con Giappone sinergia per investimenti Mezzogiorno
In arrivo investimenti giapponesi in Calabria nel settore alimentare. Al ministero delle Attività produttive, infatti, è stato siglato il contratto di localizzazione per la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale a San Marco Argentano, in provincia di Cosenza. L’impianto sarà destinato alla produzione di ortaggi, cereali, zuppe e cibi precotti e surgelati. L’accordo è stato siglato dal ministero con la società Vegitalia, partecipata al 40% dall’industria agroalimentare giapponese Kagome Co. Ltd, e prevede un investimento di oltre 32 milioni di euro, per un totale di 217 posti di lavoro, con un contributo ministeriale pari a 14,3 milioni di euro. Mcc spa è la banca incaricata di assistere il ministero nella gestione dell’agevolazione.
“La sinergia tra investimenti italiani ed esteri nelle aree meno sviluppate del nostro Paese - ha affermato il sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati - costituisce uno strumento efficace per la crescita economica generale e per lo sviluppo delle imprese del Mezzogiorno. L’accordo rientra nell’ambito del progetto pilota di localizzazione, previsto dalla delibera Cipe numero 16 del 2003, che offre vantaggi per le imprese italiane - ha spiegato - in cui vi sia una significativa presenza di investitori esteri, favorendo partnership internazionali che accrescono la competitività delle nostre aziende”.
“Il contratto di oggi - ha aggiunto Galati - testimonia anche la stretta vicinanza fra gli interessi economici italiani e giapponesi. Un aspetto, questo, di cui abbiamo avuto ulteriore prova in occasione della XVII Assemblea plenaria dell’Italy-Japn Business Group, che si e' tenuta a Tokio lo scorso mese e alla quale ho avuto il piacere di intervenire”. “Sono certo - ha concluso il sottosegretario - che i rapporti economici e commerciali con il Giappone possano proseguire in modo sempre più proficuo e portare a ulteriori investimenti e reciproci vantaggi”.
“Quello di Cosenza - ha detto Giovanni Battista Caligiuri, sottosegretario alle Attività produttive con delega al Turismo - è il terzo contratto di localizzazione approvato in Italia e il primo in Calabria. Mi auguro che ne arrivino altri, in una zona dove, negli ultimi dieci anni, le presenze turistiche italiane sono raddoppiate e quelle straniere quintuplicate. Anche se - ha avvertito - bisogna potenziare il sistema infrastrutturale, non dobbiamo dimenticare che il turismo è il petrolio della Calabria”.
Per l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi, “il contratto di localizzazione è uno strumento per attrarre investimenti esteri nel Paese e verra' seguito da altri significativi progetti”. L’accordo con il Giappone, ha aggiunto il direttore generale per il Coordinamento degli incentivi alle imprese del ministero delle Attività produttive, Roberto Pasca Di Magliano, “dimostra come lo Stato abbia fatto il suo mestiere con celerità”. “Abbiamo, inoltre, circa 50 imprese straniere - ha ricordato - che vogliono avviare un’attività nel nostro Paese”.
“L’accordo - ha sottolineato l’ambasciatore del Giappone in Italia, Nabuko Matsubara - è stato raggiunto grazie al sostegno prezioso del sottosegretario Galati. Sono onorata di partecipare a questo importante contratto, fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno”. Il cibo italiano, ha aggiunto Yukiko Yamada, rappresentante della Kagome Corporation, “è un business nel nostro Paese che conta 10 mila ristoranti”. “La nostra produzione - ha spiegato - si concentra sul pomodoro rosso, che in Giappone trova un florido mercato, ed è proprio per questo che abbiamo scelto di investire in Calabria”.
“L’intesa siglata con il Giappone - ha osservato Antonino Gatto, membro del consiglio di amministrazione di Vegitalia - rappresenta un fatto importante per il nostro territorio, dove il settore dei prodotti agricoli si sta rivalutando e l’indotto arriva a 600 posti di lavoro. Lo stabilimento di San Marco Argentano -ha annunciato- entrerà in funzione da maggio del prossimo anno e avrà dipendenti sia giapponesi sia italiani”.
Il contratto di localizzazione è un programma di finanziamento finalizzato al sostegno e alla creazione di attività imprenditoriali e allo sviluppo locale. I destinatari sono le medie e grandi imprese italiane con una significativa partecipazione di capitali stranieri. L’investitore estero ha l’obbligo di conservare la partecipazione azionaria dell’impresa beneficiaria per almeno cinque anni dalla sottoscrizione del contratto. I settori interessati sono l’industria, i servizi alle imprese, il turismo e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le aree ammissibili ai contratti sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tra i vantaggi offerti all’investitore, la disponibilità di infrastrutture e aree industriali, il rispetto dei tempi di insediamento dell’impresa, il sostegno alle attività di ricerca, sviluppo e formazione. I contributi variano in base alle regioni e in accordo con i regolamenti dell’Unione europea in vigore.
In occasione della firma del contratto di localizzazione, il sottosegretario Galati è, poi, intervenuto sulla questione dei visti di lavoro per i manager giapponesi che operano in Italia, di cui è stata lamentata la mancata soluzione da parte del governo giapponese, sottolineando la necessità di “attivare subito lo ‘sportello unico’ per garantire le categorie fuori quota della Bossi-Fini”. “Come già ho anticipato all’assemblea annuale dell’Italy Japan Business Group di Tokyo - ha ricordato Galati - il problema si risolve con due miglioramenti previsti dal dpr 334 del 2004, in vigore dal 25 febbraio scorso. Il primo vede, appunto, l’attivazione dello ‘sportello unico’ presso le prefetture, semplificando così le procedure di richiesta da parte dei manager. Il secondo, invece, aumenta la validità del visto per i manager da 2 a 5 anni, riconoscendo loro - ha spiegato - lo status di ‘fuori quota’ rispetto alla Bossi-Fini. Lo stesso permesso di soggiorno turistico, inoltre, passerebbe da 8 a 30 giorni. Sto seguendo personalmente la vicenda - ha assicurato Galati - ed è purtroppo confermato che in molte città italiane, tra cui Roma e Milano, lo sportello unico è ancora inattivo. E’ una situazione grave. Vanno immediatamente applicate le disposizioni di attuazione del dpr 334 - ha avvertito - per esprimere appieno la precisa volontà italiana di risolvere ogni impedimento allo sviluppo delle relazioni di affari tra Giappone e Italia. Mi adopererò personalmente - ha ribadito il sottosegretario - perché la vicenda abbia un seguito efficace e risolutivo e sarà mia premura comunicarne gli esiti all’ambasciatore Matsubara”.
Sabrina Rosci
07/07/2005
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