Il contesto europeo delle piccole e medie imprese e i valori dell’inclusione

Il tema della responsabilità sociale, della non discriminazione e della diffusione nel sistema delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane dei principi della valorizzazione delle diversità costituiscono un aspetto rilevante per la promozione dello sviluppo sostenibile e della qualità del lavoro. Nel contesto europeo e in particolare in Italia la declinazione in modo utile e reale del tema della promozione della responsabilità sociale e dell’etica di impresa ha necessariamente a che vedere con il sistema delle piccole e medie imprese e con le caratteristiche dell’organizzazione dei modelli produttivi locali.

Trattare di etica di impresa avendo come riferimento il sistema economico italiano significa quindi porre al centro il ruolo delle piccole e medie imprese, sia per la loro diffusione e presenza nell’economia italiana che come elemento di riferimento per la promozione di sviluppo e di occupazione. I dati sull’evoluzione dell’economia italiana sono chiari e offrono un quadro in cui la centralità dei sistemi di piccole e medie imprese è evidente: le imprese con meno di 35 addetti costituiscono più del 90% delle imprese italiane e rappresentano in questi anni l’unico contesto produttivo i cui l’occupazione sia cresciuta.

Declinare il tema della responsabilità sociale avendo come riferimento il sistema delle piccole e medie imprese italiane significa aver presente peculiari caratteristiche di reticolarità, specializzazione, dinamismo, rapporto con il territorio e riconoscere allo stesso tempo elementi di forza e di debolezza, derivanti sostanzialmente dalla evidente interdipendenza dei fattori produttivi con la qualità dei sistemi locali. Una qualità del territorio che ha necessariamente a che vedere con gli stessi aspetti di fondo della responsabilità sociale, in quanto il processo di qualità interviene su fattori quali il capitale sociale, la presenza di un sistema di welfare diffuso, il ruolo della formazione e del capitale umano, la legalità e l’attenzione ai servizi e agli strumenti di gestione e di regolazione delle compatibilità territoriali.

La centralità delle piccole e medie imprese mostra come la promozione della responsabilità sociale possa diventare nei nostri sistemi produttivi un fattore determinante per coniugare sviluppo e coesione, ma allo stesso modo mette il luce con evidenza due temi di fondo: la diversità dei fattori promozionali e del ruolo stesso della responsabilità sociale tra le piccole imprese e le grandi imprese, ovvero tra imprese “a prevalente dimensione territoriale” in cui sono decisivi gli aspetti del capitale umano e del rapporto con il territorio e imprese “globalizzate” in cui sono invece determinanti gli aspetti del capitale finanziario e della produzione su scala sovranazionale; la necessità di promuovere e sostenere i comportamenti di responsabilità sociale nelle imprese artigiane e nelle piccole e medie imprese avendo cura della dimensione dell’etica territoriale e dello sviluppo di elementi collocabili il più delle volte esternamente al contesto dell’organizzazione dei mezzi produttivi (sempre se si ritiene corretto utilizzare la distinzione esterno/interno per imprese la cui interdipendenza rispetto al contesto locale è decisiva e connaturata).

Il contesto delle piccole e medie imprese e delle realtà territoriali che ne determinano la promozione come sistemi diffusi e integrati (distretti, filiere, network, sistemi etc) implica quindi una specifica e distinta lettura degli aspetti, delle ragioni, dei fattori e degli elementi promozionali della corporate social responsibility e un punto di vista particolare.

Alcune delle critiche di fondo portate dagli economisti in questi anni al tema della responsabilità sociale delle imprese hanno come riferimento la struttura tipica della corporate (società per azioni) multinazionale e considerano, per esempio: la necessità (affermata in modo esplicito soprattutto nel diritto anglosassone) che l’impresa assolva alle proprie finalità “sociali” rispondendo in primo luogo agli interessi degli azionisti facendo profitti e dividendi (stockholders ); l’obbligo che l’impresa non distolga il proprio agire dall’obiettivo della produzione di reddito e profitto con attività non direttamente remunerative (socialità del profitto); la promozione della responsabilità sociale come strumento per limitare o contrastare l’inefficacia delle disposizioni degli ordinamenti nazionali su imprese globalizzate; la difficoltà di garantire in modo trasparente e verificabile comportamenti socialmente responsabili nell’agire economico sovranazionale.

Queste obiezioni trovano riferimenti e spunti sia nelle indicazioni normative e negli orientamenti dei sistemi giuridici che negli effettivi comportamenti di molte grandi corporation e in casi che hanno coinvolto società (per esempio il caso Enron) impegnate da anni in iniziative filantropiche e al tempo stesso assolutamente irresponsabili ambientalmente, socialmente, finanziariamente. La necessità di promuovere comportamenti di responsabilità sociale attraverso un’attenzione agli effetti positivi nel medio-lungo periodo in questi anni non appare comunque al centro dell’impegno delle grandi corporation che muovono l’economia mondiale. La richiesta che giunge forte dalle organizzazioni delle grandi imprese e che è confermata dai governi nazionali è inoltre che la responsabilità sia sostenuta, ma non imposta e che non si vada molto oltre la semplice repressione dell’evidente irresponsabilità. Eppure proprio questi anni ci hanno fatto conoscere come un’economia disattenta ai fattori della sostenibilità sociale e ambientale sia non solo pericolosa, ma rifiutata e temuta da fasce sempre più larghe della popolazione e come l’economia dei paesi occidentali non possa più a lungo sostenere la concorrenza di paesi, come la Cina, in cui non esista attenzione agli elementi di base della responsabilità sociale (ambiente, diritti, orari di lavoro etc.).

Ostacolata nella pratica quotidiana delle corporation meno avvedute e negata da alcuni economisti di fama, la promozione della responsabilità sociale riemerge tuttavia ogni come elemento di fondo per una economia globale più giusta e sostenibile. La promozione e la diffusione della responsabilità sociale in quei Paesi, come l’Italia, in cui il potere delle grandi società sovranazionali è limitato e in cui la competitività si lega alla qualità dei sistemi economici locali può quindi oggi esprimere un punto di vista originale, nuovo e in grado di restituire stimoli e forza a un obiettivo che resta decisivo: l’etica delle imprese come elemento fondante dell’etica di un territorio che si vuole presente ovunque.

ROMANO BENINI


24/09/2007
 
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