Per un nuovo welfare con più mobilità sociale e tutele

“Il problema centrale del Paese resta la mobilità sociale, e il nesso tra mobilità sociale e merito infatti è strettissimo: l’economia italiana torna a crescere se premia il merito e non la rendita di posizione”. Così Romano Benini, esperto di politiche del lavoro e direttore Sviluppo e strategie di Lab Italia, individua, in un intervento sul quotidiano ‘Il Riformista’, una delle problematiche centrali dell’economia del Paese. Un’assenza di mobilità sociale, scrive Benini, che colpisce in particolare “i milioni di under 40, figli della piccola borghesia che si trovano oggi nel limbo tra povertà e dignità”. “Sono i possibili homines novi -continua- che chiedono cambiamento e quindi lo possono imporre con le loro scelte di voto”. Il Partito Democratico, sottolinea Benini, ha colto questo malessere: “Le affermazioni programmatiche del Pd sembrano cogliere alcuni di questi aspetti. Sarà già un buon risultato se il tam-tam dei democratici riuscirà a dare al tema congiunto mobilità-merito il giusto spazio oggi sui media e domani nelle politiche”.

Benini commenta, inoltre, la proposta di Veltroni di innalzare il compenso minimo dei precari a mille euro: “E’ un intervento che si rivolge ai collaboratori, ma non ai lavoratori dipendenti a termine e agli interinali”. Benini lancia quindi un ulteriore appello al Pd: “Perché non prevedere che la soglia dei mille euro sia estesa come compenso minimo di riferimento anche ai lavoratori dipendenti a termine?”

Benini, in un altro passaggio dell’intervento, sollecita poi le classi politiche su un tema specifico: “Un welfare nazionale - scrive - per il lavoro accessibile ovunque: attendiamo proposte e leggi”. Un primo passo, ricorda, è stato fatto con il protocollo sul welfare realizzato dal governo Prodi: “Si è provato per la prima volta a voler affermare un livello minimo, uno standard europeo per il lavoro e la formazione”. Per Benini, sono due gli strumenti fondamentali che potrebbero adottati in Italia, in tema di reinserimento lavorativo e di stabilizzazione dell’occupazione: “Si tratta dell’intervento di base del welfare europeo per il lavoro: un’indennità per l’inserimento al lavoro generale automatica e non contrattata e programmi gratuiti, promossi dai servizi per l’impiego”.

Benini, quindi, conclude il suo intervento su ‘Il Riformista’: “Un consiglio: diamo un’occhiata alle pratiche europee. Su questi problemi esiste da anni una comune esperienza europea, esistono le scelte di chi ha affrontato il tema della mobilità sociale grazie al rapporto tra la scuola, le imprese e i servizi per il lavoro. Esiste l’esperienza di chi ha provato a farlo anche in Italia, con tanta fatica e risultati tanto interessanti quanto ignorati”.


03/03/2008
 
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