Contrastare crescita zero del Paese guardando alla crescita sociale

“Per contrastare la crescita zero del Paese occorre guardare anche alla crescita sociale e non solo a quella economica”. E’ quanto scrive il presidente di Labitalia, Michele Dau, in un articolo sul Sole 24 Ore. “La questione - spiega - non riguarda solo il pur fondamentale tema dei bassi salari e dei consumi privati, ma tocca aspetti che sono stati accennati anche nella recente relazione della presidente di Confindustria. Il problema vero è che nel nostro Paese mancano paradigmi innovativi di intervnto e di azione sociale. Tutte le forme di politica sociale si basano ancora sull’intervento diretto dello Stato o degli enti locali, o su scarse (e poco trasparenti) forme di privato commerciale. Per i giovani la questione è ancora più complessa. La scuola spesso rimane un’istituzione troppo rigida e formale in senso burocratico. Il Paese - auspica Dau - deve darsi una sua politica in questo campo, deve individuare non moduli statali e pubblici di azione, ma modelli misti che valorizzino magari l’attitudine imprenditoriale di molte professionalità che si formano e non trovano occupazione”.

“Siamo in ritardo - afferma - nella definizione e nell’uso di moduli di iniziativa sociale moderni e aperti, fondati sulla partecipazione del cittadino e sulla sua corretta informazione. Modelli non ideologici, ma pragmatici e capaci di accrescere il senso d’inclusione e di spirito collettivo. In questa prospettiva si potrebbe guardare anche alla gestione di molti servizi e strutture per la cultura, per lo sport e per l’ambiente, per la protezione della natura o per l’educazione ecologica. Il nodo della liberalizzazione dei servizi pubblici locali dovrebeb essere sciolto non solo aprendo ai capitali e ai gestori privati, ma anche sburocratizzando molti servizi e organismi nati anche negli anni recenti, ma troppo costosi e non efficienti. Nei Paesi che strutturalmente crescono più di noi - osserva Michele Dau - vi è un’attenzione forte e concreta ai nuovi paradigmi di azione sociale con forme di gestione economica e imprenditoriale che non si possono restringere negli spazi del terzo settore o del volontariato, ma che devono essere progettati e vissuti come moduli nuovi di una società e di un’economia più aperta e responsabilizzata. Naturalmente gli obiettivi sono quelli di contenere la spesa pubblica e di crescere l’iniziativa sociale. Forse solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”.


06/06/2008
 
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Un intervento del presidente di Labitalia, Michele Dau, sul Sole 24 Ore, in cui afferma che “solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”....

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