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Ispesl, nei luoghi di lavoro occorre il ‘governo del rischio’
‘Risk management’ nei luoghi di lavoro per promuovere la sicurezza e la salute dei lavoratori. Lo auspica l’Ispesl, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, che ha affrontato l’argomento nel corso del convegno “Le nuove strategie in Italia nella salute e sicurezza del lavoro e il contributo internazionale dell’Issa - Associazione Internazionale di Sicurezza Sociale”. La conferenza è stata aperta da Antonio Moccaldi, presidente dell’Ispesl, e da Hans-Horst Konkolewsky, segretario generale dell’Issa. Il risk management, interessando tutte le attività svolte in un processo lavorativo che hanno a che fare con il rischio ed essendo impostato secondo una logica di tipo integrato e sistematico, è in grado di governare lo sviluppo, l’innovazione tecnologica e i rischi emergenti. Inoltre, grazie alle attività di risk management, si possono definire principi e metodologie per lo sviluppo di una società sicura. La conseguenza è che, all’interno delle organizzazioni, emergono strutture della sicurezza più articolate e con aspetti e interconnessioni di tipo innovativo. Elementi significativi sono in particolare l’integrazione fra risk management e altri modelli e interfacce (quali i sistemi di gestione per la sicurezza, per la qualità, per l’ambiente e per gli aspetti sociali), nonché quello della comunicazione in quanto meccanismo di gestione dei flussi informativi previsti dalle nuove disposizioni legislative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
“Nella società moderna - ha affermato Domenico Geraci, ricercatore del Dipartimento Tecnologie di sicurezza Ispesl - ‘il governo del rischio’ nei luoghi di lavoro deve tener conto di fenomeni rilevanti su vasta scala, degli effetti della globalizzazione, dei costanti e rapidi sviluppi delle tecnologie e dei nuovi rischi. E’ necessario inoltre definire le interazioni e le tendenze emergenti e risolvere la frammentazione e l’insicurezza intrinseca della realtà lavorativa. Le misure di prevenzione e protezione e le strategie da adottare dovranno pertanto essere sempre più efficaci e sofisticate. Soltanto un governo del rischio strutturato secondo un approccio sistemico ha la capacità di portare allo sviluppo di una società sicura, che sia a sua volta in grado di pervenire a una cognizione quanto più precisa del rischio e al suo controllo per renderlo accettabile”.
Nel convegno si è anche parlato della nuova direttiva macchine, che interessa uno dei pilastri industriali nell’economia della Comunità Europea. La nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE introduce importanti cambiamenti rispetto alla direttiva 89/37/CE, cambiamenti che occorre individuare e valutare per prevederne l’impatto nel settore della sicurezza del macchinario. Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative necessarie per conformarsi alla nuova Direttiva entro il 20 giugno 2008 e applicano le suddette disposizioni a partire dal 29 dicembre 2009. Importanti cambiamenti riguardano lo scopo, le procedure di valutazione della conformità, la sorveglianza del mercato e la cooperazione fra gli Stati membri. Misure specifiche sono introdotte per categorie di macchine potenzialmente pericolose. Nella nuova direttiva le responsabilità dei costruttori, degli Organismi notificati di certificazione, degli Stati membri e della Commissione Europea sono meglio definite e i requisiti essenziali di sicurezza sono rivisti in relazione all’esperienza maturata con l’applicazione della direttiva 89/37/CE.
14/05/2008
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