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Piemonte, cresce numero ‘nuovi cinquantenni’
Cresce anche in Piemonte il numero dei ‘nuovi cinquantenni’. E’ quanto emerge dalle ricerche dell’Ires presentate o nell’ambito del convegno internazionale organizzato dalla regione Piemonte, ‘Più esperienza più competenza. Allungamento della vita lavorativa, competitività e gestione delle risorse umane: verso l’innovazione’. Gli studi hanno esaminato, attraverso un’indagine demoscopica, le prospettive di vita e lavoro delle persone di età compresa tra 50 e 60 anni in Piemonte. I dati rivelano che le persone attualmente cinquanta-sessantenni appartengono a gruppi numericamente rilevanti (il 14% dell'intera popolazione italiana, il 15% di quella piemontese) e che sono centrali nelle trasformazioni demografiche che hanno stravolto la piramide per età della popolazione.
“Le indagini - afferma l’assessore regionale al Welfare e Lavoro, Teresa Angela Migliasso - ci dimostrano che il Piemonte, per le sue caratteristiche demografiche, sarà fortemente coinvolto dall'invecchiamento della popolazione attiva. Da qui la volontà della regione di proporre azioni che devono indirizzarsi sia ai lavoratori e alle lavoratrici che alle aziende. Se nei prossimi decenni la vita attiva dovrà svolgersi su un arco di 40 o 45 anni, è necessario ripensare anche le modalità di organizzazione del lavoro, di tutela della salute e di valorizzazione delle competenze”.
L’assessore all’Istruzione e Formazione professionale della regione Piemonte, Giovanna Pentenero, sottolinea che “dopo le sfide poste dal cambiamento demografico e dalle politiche attive del lavoro è necessario analizzare la questione dell’età e dell’invecchiamento attivo dal punto di vista del capitale umano presente nelle nostre aziende”. “Per raggiungere gli obiettivi di competitività e innovazione dell’intero sistema economico - spiega - è urgente rinforzare il sistema formativo e utilizzare al meglio le risorse fornite dal Fondo sociale europeo. Dobbiamo mettere a punto un piano d’azione capace di consentire un maggior accesso alla formazione, a cui va associata la lotta alla dispersione, ancora diffusa nel sistema scolastico, e il miglioramento della qualità della didattica”.
11/05/2007
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