|
Fnp Cisl, da governi ‘miopia’ su fisco e non autosufficienza
Fisco e non autosufficienza. Sono stati questi gli argomenti affrontati dagli 800 delegati dei pensionati Cisl (Fnp), riuniti a Montecatini per la giornata conclusiva dell’assemblea programmatica del sindacato. Non sono mancate acute critiche “alla miopia dei governi (attuale e passati) e della politica (maggioranza e opposizione)”, accusati di “badare agli ‘effetti speciali’ mediatici piuttosto che all’equità nel lungo periodo”. Fnp critica, infatti, “gli interventi parziali ed estemporanei, tipo riduzione dell’Ici, che di fatto favorisce solo i proprietari di case e induce i comuni a rivalersi su tutti (pensionati compresi) tramite le addizionali Irpef”. Il sindacato preferirebbe una politica fiscale fondata sulle detrazioni, ovviamente ‘mirate’ e indirizzate verso le fasce sociali realmente più marginali. Secondo Fnp, infatti, la struttura delle detrazioni favorisce i consumi alti e medio-alti.
Dura la posizione dei delegati dei pensionati anche sui temi socio-sanitario-assistenziali. Ad esempio, è stato rilevato nel corso dei lavori, anche “la miseria dei 200 milioni per i non autosufficienti, a tutt’oggi, resta una mera promessa”. Fnp si prepara, quindi, a una severa vigilanza sullo stesso ddl che recepirà il protocollo sul welfare. Vivo anche il risentimento sulla “penalizzazione delle pensioni medio-alte e quelle dei fondi speciali”. Il sindacato dei pensionati Cisl ribadisce il suo 'no' a ''interventi di solidarieta' assistenziale non contrattati e posti a carico dei soli pensionati e non della generalita' dei cittadini contribuenti”. “Sarebbe bastato - è stato detto a Montecatini - un aumento dello 0,1% per le aliquote più alte. Ma la tirannia dell'immagine vieta il formale aumento della pressione fiscale, cosicchè si preferisce l’iniquità del taglieggio di una minoranza, in questo caso di pensionati, a una strategia di onesta perequazione del carico fiscale”.
I pensionati della Cisl, in occasione dell’assemblea programmatica di Montecatini, promettono di lanciare vertenze in tutti i comuni contro l’aumento del gettito dei tributi territoriali. “Il fisco, anche a livello di tassazione locale, depaupera drasticamente - spiega il segretario generale Fnp-Cisl, Antonio Uda - i redditi di pensionati e lavoratori dipendenti. Pertanto, diventa urgente rilanciare la vertenzialità con i comuni e le loro aziende di servizi, al fine di stipulare accordi per la tutela del potere d’acquisto delle pensioni. Occorre anche procedere all’individuazione di soglie di esenzioni dell’addizionale Irpef, la riduzione delle tariffe per l’erogazione di servizi, il controllo dei prezzi, che sono i capisaldi della vertenzialità territoriale con i comuni. Con l’avvicinarsi delle scadenze per l’approvazione dei bilanci comunali di previsione - continua Uda - apriremo vertenze sindacali a tutto campo a difesa dei redditi dei pensionati, in particolare di quelli più bassi”.
La pressione della fiscalità, secondo l’analisi della Fnp, “è aumentata notevolmente negli ultimi anni e continua ad aumentare, nonostante le molteplici dichiarazioni di segno opposto di esponenti politici e amministrativi”. “I contribuenti ne sono ben consci - afferma il sindacato - e si allarga sempre più la protesta per l'aumento di tale aggravio nel 2007”. Confrontando il gettito complessivo negli ultimi sette anni si evidenzia un aumento del 32,4%, passando dagli oltre 70,5 miliardi di euro del 2000 agli oltre 93,4 miliardi di euro del 2006.
Da un’analisi presentata a Montecatini, emergono gli ultimi dati sulle condizioni di vita di un campione di 20.000 famiglie, per un totale di circa 50.000 individui, distribuite in 814 comuni. Se si definiscono ‘anziani’ le persone con 65 anni e più, la quota di coloro che si dichiarano almeno abbastanza soddisfatti delle condizioni di vita appare sensibilmente minore rispetto a quella relativa alle persone di età inferiore, specialmente tra i 35 e i 44 anni di età e adolescenti. Il grado di insoddisfazione soggettiva riguarda maggiormente le donne anziane e, soprattutto se si guarda alle condizioni di salute e alle relazioni con amici, i molto anziani (con 75 anni e più).
L’insoddisfazione concerne anche la prestazione di servizi ospedalieri, a cui è risultata fare ricorso una quota piuttosto elevata di anziani, con limitata soddisfazione specialmente per il vitto e i servizi igienici degli ospedali. Appare comunque piuttosto ridotto il grado di soddisfazione degli anziani italiani per una serie di servizi pubblici, in particolare per quelli postali. Una parte notevole delle famiglie con almeno un pensionato appaiono poi in condizioni di povertà economica, con esigenze rilevanti di trasferimenti di reddito a fine sociale, per integrare il loro potere d’acquisto.
11/10/2007
|
|