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Toscana: inaugurato polo tecnologico Navacchio
Tanti investimenti pubblici, ma ancora troppo scarsi contributi da parte dei privati. Con i poli tecnologici e gli incubatori, come quello di Navacchio che ha inaugurato il terzo lotto, pensati per contribuire a risolvere anche questa anomalia. La Toscana spende un miliardo di euro l’anno in ricerca e sviluppo, ovvero l’1,14% del Prodotto interno lordo: una percentuale in linea con la media italiana, assai lontana da quel 3% che è l’obiettivo europeo, ma anche dall’1,9% che è la media attuale dell’Europa a 25 e dall’1,25% che il risultato complessivo delle regioni italiane del Centro-Nord. Merito di un settore pubblico trainante, che grazie anche alle università toscane è terzo in Italia per spesa prodotta (preceduto solo da Lombardia e Lazio) e colpa di un settore privato che invece realizza scarsi investimenti. Le imprese toscane nel 2003 hanno infatti contribuito solo per il 32% agli investimenti complessivi; in valori assoluti pesano un terzo o poco più (39%) della spesa di tutte le aziende dell’Emilia-Romagna e il loro contributo, anche se di poco, è inferiore anche rispetto all’aziende del Veneto.
La scommessa toscana è quella di accrescere gli investimenti privati, con progetti come ad esempio il polo tecnologico di Navacchio, che metta a disposizione di imprese spesso piccole spazi comuni per lo sviluppo di nuove tecnologie, infrastrutture, banche dati dove sono raccolte tutte le opportunità di finanziamenti per progetti innovativi e di ricerca industriale, incubazione e tutoraggio per le nuove imprese, sinergie e una stretta collaborazione con le università per favorire l’incontro di domanda e offerta.
19/10/2007
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