Anziani: Cisl, agli ultimi posti nel mondo per istruzione

L'Italia presenta livelli molto bassi di istruzione tra le persone over 55. Lo sottolinea uno studio realizzato dalla Cisl Fnp (Federazione nazionale pensionati), in collaborazione con il centro studi Ceres. Nel nostro Paese, infatti, solo il 30% delle persone tra i 55 e i 64 anni di età ha completato gli studi secondari superiori, conseguendo un diploma o un certificato di qualificazione. Si tratta di una percentuale molto inferiore al 54% della media dell'Ocse e di 19 Paesi dell'Unione europea presi in considerazione dall'indagine. Nello specifico, gli anziani 'istruiti' sono il 40% in Irlanda, il 43% in Polonia, il 51% in Francia, il 59% in Olanda, il 60% nel Regno Unito, oltre il 70% nei Paesi Scandinavi, in Austria e Svizzera, il 79% in Germania, l'83% nella Repubblica Ceca e l'86% negli Usa. Tenuto conto delle informazioni disponibili, sottolinea la Cisl, la situazione è sicuramente peggiore con riguardo agli anziani con 65 anni e più, e si presenta relativamente insoddisfacente anche per le classi di età al di sotto dei 55 anni. Tra l'altro, spiega ancora la ricerca Fnp-Ceres, nei limiti in cui la presenza di livelli di istruzione elevati è ritenuta un indicatore importante del capitale umano presente nel sistema economico-sociale, il basso livello riscontrato in Italia ha importanza anche dal punto di vista del limitato contributo potenziale che essi possono dare alla crescita economica italiana.

Né va meglio con gli indicatori relativi all'istruzione universitaria. Anche in questo campo l'Italia risulta in una posizione di marcata inferiorità: se si considera la quota di persone da 55 a 64 anni di età che hanno completato il ciclo terziario (una laurea o post-laurea), si può notare che essa risulta nel 2005 in Italia soltanto dell'8%, contro il 19% nella media dell'Ocse e il 17% nella media dei 19 Paesi dell'Unione Europea. Nel dettaglio: l'11% nella Repubblica Ceca, il 13% in Polonia, il 16% in Francia e in Svizzera, il 17% in Irlanda, il 24% in Olanda e nel Regno Unito, il 25% circa nei Paesi Scandinavi, il 14% in Austria, il 23% in Germania, e il 37% negli Usa.


26/11/2007
 
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