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Emilia Romagna, da regione 10 mln euro per ricerca
Da regione Emilia Romagna 10 milioni per la ricerca: “La nostra priorità è quella di far crescere i lavoratori della conoscenza e realizzare una rete regionale per l’alta tecnologia”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive, Duccio Campagnoli, nel corso della presentazione del Rapporto 2007 sull’economia dell’Emilia-Romagna realizzato da regione e Unioncamere. “Con università ed enti di ricerca - ha continuato - dobbiamo creare strutture dedicate e accreditate per lavorare con le imprese, delle vere e proprie officine dell’innovazione”.
La regione ha, infatti, approvato il nuovo programma per il sostegno alla specializzazione dell’attività dei laboratori e dei centri. Tra gennaio e febbraio sarà, quindi, possibile, per i laboratori e i centri già avviati, presentare i nuovi programmi di attività per altri 18 mesi, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo organizzativo delle strutture e il rafforzamento delle modalità di svolgimento delle attività. Contemporaneamente, la regione ha attivato una procedura in base alla quale, attraverso un ente specializzato, provvederà all’accreditamento e alla certificazione di qualità dei laboratori come strutture efficaci per svolgere ricerche industriali in collaborazione con le imprese.
I laboratori che risulteranno accreditati entreranno a far parte della ‘Rete dell’alta tecnologia dell’Emilia-Romagna’, che affiancherà Aster. Dal programma regionale sono arrivate azioni di rafforzamento dell’attività di ricerca anche per le imprese. In media 2 nuovi assunti, neolaureati in materie tecnico-scientifiche per impresa. Quindi 900 nuovi ricercatori assunti per un impegno nei progetti attivati dalle imprese di cui più del 50% dopo il primo anno sono già assunti a tempo indeterminato.
Inoltre, sono stati attivati circa 700 contratti di collaborazione fra imprese, università ed enti di ricerca e, a oggi, vi sono 100 nuovi brevetti già depositati. Il sistema della ricerca emiliano è caratterizzato dalla presenza di 17.500 persone che si occupano di ricerca e sviluppo nelle università, negli enti di ricerca e nelle imprese. Il personale di ricerca, del sistema universitario, ammonta complessivamente a 6.320 unità, pari al 9,5% del totale di tutte le università italiane. La quota di personale di ricerca tecnico-scientifico raggiunge il 72,6% a Modena e Reggio Emilia, il 74,2% a Parma, il 74,9% a Ferrara, contro il 60,4% di Bologna e una media nazionale di 63,9%. Nelle altre reti (come Cnr ed Enea) lavoravano 1.712 ricercatori. Infine, il sistema industriale è giunto a dedicare, alla ricerca e sviluppo, 9.300 addetti, pari al 13,1% degli addetti alla ricerca nelle imprese italiane.
21/12/2007
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